Affascinante la trama, affascinante la scrittura ( nel senso letterario del termine: cosa che traina con sè) Pagina dopo pagina si entra in un mondo quasi parallelo, spostato nel tempo, e in un luogo incontaminato , anche nel modo di vivere dei protagonisti. ( Non è un giudizio morale sulla loro condotta, ma sul loro essere incontaminati, cioè privi di interferenze esterne) Lo stile di scrittura sembra semplice, come sembra semplice la storia, ma in effetti è un piccolo gioiello di precisione stilistica, un veicolo apparentemente basico per far passare cultura, psicologia, sfaccettature di luoghi e personaggi. Sicuramente consigliato.
La teologia del cinghiale
Luglio 1969. Durante i giorni dello sbarco sulla Luna, a Telévras, piccolo paese dell’entroterra sardo, due ragazzini vengono coinvolti in una serie di eventi misteriosi. Il primo è Matteo Trudìnu, talentuoso figlio di un sequestratore latitante; l'altro è Gesuino Némus, un bambino silenzioso e problematico. Amici per la pelle, i due godono della protezione di don Cossu, il prete gesuita del paese, che si prende cura di loro come fossero figli suoi. Un giorno il padre di Matteo, scomparso da settimane, viene trovato morto a pochi chilometri di distanza da casa. Il maresciallo dei carabinieri De Stefani inizia a indagare con l'aiuto dell'appuntato Piras e dello stesso don Cossu ma, con l'avanzare dei giorni, le cose si complicano e spunta fuori un altro cadavere.
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Autore:
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Editore:
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Anno edizione:2017
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lucy 13 gennaio 2026
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Donna Pola 16 maggio 2018
Un'isola. Un prete. E un matto. Un borgo e un maresciallo. Due amici e un omicidio. Un giallo che non sa di giallo ma che a tratti è cruda poesia, viva e folgorante come i colori della Sardegna in cui è ambientata. Amicizia e lealtà i fili che legano i personaggi, concreti e vivissimi, di questo spaccato rurale degli Anni Sessanta, dove il borgo è ancora un mondo nel mondo di un'isola, piccola nel mondo intero. Scrittura che crea dipendenza quasi affettiva.
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silvia carcassi 12 maggio 2018
Protagonisti di questo racconto sono due bambini, scenario entroterra sardo della fine degli anni '60. Questa combinazione vale già la pena di leggere questo libro. Lo stile narrativo incanta, con i suoi nomi inventati dei luoghi, sullo stile di un altro scrittore sardo di talento, Salvatore Niffoi. Me l'ha ricordato in più punti e questa somiglianza ha aggiunto valore al racconto. Ci sono due bambini, ci sono vite povere e ci sono più omicidi. Splendido connubio di più storie, in particolare quella del piccolo Gesuino. Vi stringerà il cuore. Super consigliato.
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