"Perché immaginiamo il passato come un tempo più innocente? Forse lo confondiamo con le nostre infanzie, anche se nemmeno loro, che sotto vetro diventano sempre più irrequiete, sono più quelle di una volta" Campagna iglese, primi anni sessanta. Due coppie, diverse per estrazione sociale e ambizioni, vivono a pochi metri di distanza tra loro, in una terra desolata e buia. La borghese Irene e il marito, il dottore Eric Parry, una coppia, la loro, incapace di comunicare, e Rita e il marito, il fattore Bill, di origini ebraico ungheresi, pieni di segreti. Una sola cosa accomuna le due donne: sono entrambe incinte. Sarà proprio la gravidanza ad avvicinare quei due mondi così distanti e un grave errore di Eric a mettere tutto e tutti in discussione, in un crescendo sempre più concitato e imprevedibile. Ispirandosi alla grande gelata che colpí la Gran Bretagna nel 1963, Andrew Miller costruisce un romanzo a più voci, dalle atmosfere a tratti inquietanti, a tratti struggenti. Al centro di tutta la narrazione, mentre le vite e i destini e i desideri e gli errori dei personaggi si dipanano, c'è il freddo di quell'inverno. Che ammanta, avvolge, gela, immobilizza, conforta, metafora di quell'inverno che ciascuno porta dentro di sé, con zone buie, nodi irrisolti, gli orrori visti, fatti e subiti. Nulla di tutto ciò è davvero sotto il nostro controllo. Come ogni inverno, possiamo solo attendere che il tempo li porti via, trasformando tutto in una nuova primavera.
La terra d'inverno
Inghilterra, primi anni Sessanta. Nell'inverno più freddo del secolo, Eric è un medico di campagna, orgoglioso delle proprie umili origini e della vita che conduce accanto alla bella e devota moglie Irene. La coppia sta per avere un figlio, ma dietro l'apparente serenità si nasconde la crisi: da qualche tempo Eric ha un'amante, una donna sposata, che accende in lui il desiderio di fuga. Ferita dalla crescente distanza dal marito, Irene trova conforto nell'amicizia con Rita, giovane sposa a sua volta in attesa, che insieme al marito Bill si è da poco trasferita da Londra nella fattoria vicina. Anche la nuova coppia è attraversata dall'inquietudine: Bill fatica a adattarsi alla vita di campagna e Rita cerca di lasciarsi alle spalle un passato che non smette di tormentarla. Nell'abbraccio della neve che cade incessante isolando le strade e le case, un fatale errore di Eric fa esplodere la tensione latente, costringendo i protagonisti ad affrontare le proprie speranze tradite. Andrew Miller racconta di una piccola comunità di persone in un momento storico in cui il passato pesa come un fardello e il futuro è una promessa di cambiamenti e libertà. E con la sapienza di un grande narratore, ne illumina sogni e illusioni, fantasmi e paure.
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Ale 06 dicembre 2025Il nostro inverno
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Ale 06 dicembre 2025Il nostro inverno
"Perché immaginiamo il passato come un tempo più innocente? Forse lo confondiamo con le nostre infanzie, anche se nemmeno loro, che sotto vetro diventano sempre più irrequiete, sono più quelle di una volta" Campagna inglese, primi anni sessanta. Due coppie, diverse per estrazione sociale e ambizioni, vivono a pochi metri di distanza tra loro, in una terra desolata e buia. La borghese Irene e il marito, il dottore Eric Parry, una coppia, la loro, incapace di comunicare, e Rita e il marito, il fattore Bill, di origini ebraico ungheresi, pieni di segreti. Una sola cosa accomuna le due donne: sono entrambe incinte. Sarà proprio la gravidanza ad avvicinare quei due mondi così distanti e un grave errore di Eric a mettere tutto e tutti in discussione, in un crescendo sempre più concitato e imprevedibile. Ispirandosi alla grande gelata che colpí la Gran Bretagna nel 1963, Andrew Miller costruisce un romanzo a più voci, dalle atmosfere a tratti inquietanti, a tratti struggenti. Al centro di tutta la narrazione, mentre le vite e i destini e i desideri e gli errori dei personaggi si dipanano, c'è il freddo di quell'inverno. Che ammanta, avvolge, gela, immobilizza, conforta, metafora di quell'inverno che ciascuno porta dentro di sé, con zone buie, nodi irrisolti, gli orrori visti, fatti e subiti. Nulla di tutto ciò è davvero sotto il nostro controllo. Come ogni inverno, possiamo solo attendere che il tempo li porti via, trasformando tutto in una nuova primavera.
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Sabrina 01 novembre 2025Che delusione
Quando un libro è molto pubblicizzato ed ha vinto dei premi.... a me non piace. Forse l'aspettativa troppo alta? Pensavo di leggere un romanzo alla Kent Haruf , invece è noioso, con donne casalinghe incinta che non sanno come fare passare il tempo, e mariti di provincia distratti ......
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