Immaginate, in un giorno qualunque della vostra vita, di perdere una delle facoltà sensoriali più importanti per l’essere umano: la vista. È ciò che accade al Romeo di G. Bavaro, che in quest’opera si cimenterà nel racconto di una vita travagliata e tanto dignitosamente vissuta, spiegando ai posteri come questa “mancanza” abbia, in realtà, colmato la sua vita. Così si aprono le “Testimonianze di un vedente”: il mare di Agrigento sullo sfondo, una casa immersa nella natura e due uomini di diverse epoche, ma tanto simili nell’animo. Romeo ed Ettore, il maestro e l’allievo, il nonno e il nipote, il veterano e l’apprendista, un Socrate e un Platone (ancora giovane e acerbo). Romeo insegna ai suoi successori che, in realtà, un uomo può vedere oltre la dimensione materiale, così effimera e decadente, per calarsi in un’esistenza fatta di spirito, che colma l’anima e i suoi bisogni più intimi e profondi. Non è la sua cecità a preoccuparlo, ma quella del resto dell’Umanità, che sembra vagare nel buio di una caverna, contemplando misere ombre, quando invece ad attenderla fuori c’è una grande luce: quella della sapienza, della conoscenza, della filosofia. E così, come accade per Dante, anche Romeo trova la sua consolazione in questa misteriosa donna allegorica, così potente e così salvifica: la Filosofia, quella greca in particolare, che segnerà tutta la sua esistenza e il suo profondo pensiero. Finiscono così le sue testimonianze, con la speranza che questo Messaggio venga ereditato dal resto degli uomini, confidando ancora nella loro corretta disposizione d’animo e nella loro integrità morale. Siate, dunque, “visionari” e leggete quest’opera con gli occhi del cuore, perché solo quelli saranno necessari a carpire ciò che realmente aveva “visto” Romeo. I miei più sinceri complimenti all’autore, G. Bavaro, per la sua versatilità nella scrittura e per aver catturato l’essenza di ciò che, in vita, quasi “sfugge” dinanzi al nostro sguardo.
Testimonianza di un vedente
Nella sua villa affacciata sulla costiera Agrigentina, Romeo, cieco e ormai ottantenne, detta a Ettore la storia della propria vita. Non vuole lasciare un ricordo personale, ma offrire all’umanità una testimonianza capace di aiutare a comprendere l’esistenza, il dolore e soprattutto l’amore. Quando la cecità lo colpisce in gioventù, Romeo precipita nella disperazione, ma la filosofia è la prima a tendergli la mano, insegnandogli che la luce più autentica risiede nell’anima, dove nessuna oscurità può arrivare. Fondamentale in questa rinascita è l’incontro con Maria, l’amore della sua vita, con cui vive un legame puro, fatto di parole, presenza e ascolto profondo. Dopo la sua scomparsa, dieci anni prima dell’inizio del racconto, Romeo rimane sospeso tra nostalgia e resilienza, continuando a dialogare con il suo ricordo per non smarrire la retta via. È per questo che oggi racconta: perché chi legge possa scoprire che anche nel buio più fitto esiste una via luminosa, e che la vera vista nasce dall’anima, non dallo sguardo. E solo allora, forse, si potrà finalmente raggiungere ciò che ha sempre percepito oltre il buio: la pace che esiste dove lo sguardo umano non arriva.
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Anno edizione:2025
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In commercio dal:23 dicembre 2025
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Maria Carmen Settingiano 02 gennaio 2026Un'opera "visionaria"
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