Abbandonato in una reception, ho preso il libro per mera curiosità. Il linguaggio è duro, volgare, decisamente attinente alla realtà in cui si muove il protagonista: una periferia degradata, amicizie violente nel giro del calcio che col tifo sportivo non ha nulla da spartire (e da frequentatrice di stadi lo confermo: ai violenti, del calcio non interessa affatto), famiglie sgangherate, inadeguate anche sul piano culturale e machismo in abbondanza. Da donna, mi ha colpito l'attualità della gestione delle violenze sulle donne da parte della polizia e della magistratura: far sentire le vittime le uniche colpevoli della violenza subita; l'abbigliamento, il comportamento, tutto che indica la provocazione e poi, non ti puoi stupire se ti violentano. Il romanzo è scritto su 3 piani: il racconto della vita passata si intreccia sia con gli accadimenti nel presente dell'io narrante che col suo inconscio alla ricerca del suo riscatto e di un senso in una vita costellata di solo dolore e sopraffazione.
Ospedale di Edimburgo, rianimazione: Roy Strang giace in coma in seguito a un tentato suicidio, ma la sua mente è un continuo frullio di ricordi, sogni e deliri. Roy rivive l'infanzia e l'adolescenza in una famiglia di spostati, le botte prese, i traumi subiti; tutta la violenza incamerata esplode anni dopo, quando entra in una banda di hooligans e viene coinvolto in uno stupro di gruppo che lo lascia in preda a un vertiginoso senso di colpa. Alla rievocazione del terribile passato si intrecciano fantasie che sono proiezioni delle sue inquietudini.
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Informazioni:
Guanda (La Fenice Tascabile I Narratori 164); anno; 9788882469689; Copertina flessibile ; 19,5 x 13 cm; pp. 294; Traduzione di M. Bocchiola. ; leggeri segni d'uso alla copertina, interno ottimo; Buono (come da foto). ; Roy Strang è davvero un tipo strano, lui e la sua famiglia di sociopatici în coma da due anni, vegeta all'ospedale di Edimburgo circondato da infermiere sin troppo zelanti e dai suoi squallidi geniton ormai allo sbando, convinti di poterio risvegliare con le colonne sonore dei fiire di 007. Lur sente tutto, ma preferisce il coma profondo alla foro compagnia. In un sorprendente fourbillon di ricordi, delin e fantasie rievoca la sua infanzia e l'adolescenza passate nel ghetto peggiore della città, tra botte e umiliazioni quotidiane. Anni dopo entra in una banda di hooligan e partecipa a uno stupro collettivo che lo lascia in preda a un vertiginoso senso di colpa Per riscattarsi, Roy si chiude nei recessi della propria coscienza e ingaggia un'immaginaria caccia al marabu, il sanguinario rapace simbolo di una cattiveria ottusa e bestiale che lui non intende più tollerare Una visionaria storia di espiazione, con un montaggio incalzante per un libro aspro, disperato, ma anche comico e grottesco ;
Immagini:
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Autore:
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Traduttore:
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Editore:
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Collana:
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Edizione:6
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Anno edizione:2006
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Stefania 26 aprile 2025Un incubo di vita
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MARIO TREROTOLA 10 marzo 2017
Welsh é uno scrittore che lascia sempre um segno nel lettore. Tolleranza zero é um viaggio a tre livelli (conscio, memoria e incubo) nel burrascoso passato e nel drammatico presente di Roy Strang, giovane segnato da uma famiglia perversa e malata (indimenticabile la figura del padre John) e da um ambiente, le periferie squallide di Edimburgo, ben poco edificante. Un libro spietato con un finale all’altezza.
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Enrico Caramuscio 04 agosto 2011
In coma dopo un tentativo di suicidio, Roy si trova a vivere una vita parallela in un mondo immaginario dove ,accompagnato dal fedele amico Sandy, dà la caccia al famigerato Marabù, un’ uccello che per lui rappresenta il male assoluto. A distrarlo da queste sue avventure ci pensano le continue visite di parenti, amici, dottori e infermiere che lo riportano in uno stato di cosciente lucidità da cui lui cerca continuamente di scappare per non rischiare di uscire dal coma e tornare a vivere in un mondo che non ama più. Queste visite sono odiate da Roy anche perché gli procurano continui flashback della sua vita passata: dall’ infanzia difficile piena di umiliazioni, abusi e violenza vissuta nel ghetto con una famiglia di psicopatici, all’ ingresso in una banda di hooligan con cui riesce a dare sfogo alla sua aggressività e ad essere qualcuno, all’ inutile fuga a Manchester per cercare di scappare da se stesso e dai suoi fantasmi dopo aver commesso un atroce stupro di gruppo. Welsh racconta questa storia con uno stile duro e diretto facendo spesso ricorso alla volgarità che però in questo caso si rende quasi necessaria per far entrare il lettore nel tipo di ambiente sociale in cui si svolgono i fatti. L’ autore condanna la violenza in maniera netta e decisa ma paradossalmente e provocatoriamente lo fa cercando di rendere simpatici personaggi completamente negativi e trovando dell’ ironia e del grottesco anche nelle situazioni più drammatiche. Un romanzo crudo, in cui si mischiano violenza, umorismo e denuncia sociale, dove non c’è spazio per il perbenismo e l’ ipocrisia, che si legge con avidità e che fa inevitabilmente pensare.
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