Un libro che non si limita a intrattenere, ma scava. La torre d’avorio mi ha trascinata in una tensione costante, fatta di silenzi, sospetti e fragilità umane. Personaggi imperfetti, atmosfera cupa e una storia che ti costringe a dubitare di tutto, fino all’ultima pagina
La torre d'avorio
«È possibile cancellare il passato e liberarci della persona che siamo stati?»
Mara Paladini ci sta provando da tredici anni, dopo aver scontato una pena in una struttura psichiatrico-giudiziaria per il tentato omicidio del marito e dei due figli. Il nome di quella donna, affetta dalla sindrome di Münchhausen per procura – una patologia che porta a far ammalare le persone che si amano per poi curarle e prendersi il merito della loro guarigione – era Mariele Pirovano, ma quel nome Mara lo deve dimenticare, perché quella persona non esiste più. Almeno questo è ciò di cui tutti vogliono convincerla. Lei però non ci crede e nella sua nuova vita in una grande città, a centinaia di chilometri dal proprio passato, ha costruito una quotidianità che la tiene lontano dal mondo, che le impedisce di nuocere ancora: non esce quasi mai e della casa procurata dai servizi sociali ha fatto una prigione di scatoloni e memorie, dove seppellire per sempre Mariele. Un giorno però nella sua torre d’avorio si apre una breccia. Comincia tutto con una piccola macchia di umidità sul soffitto, che la costringe ad andare al piano di sopra per avvertire il vicino. Potrebbe essere cosa da nulla, invece la scena che le si presenta è un uomo morto, con i segni dell’avvelenamento sul corpo. Mara potrebbe non riconoscerli, quei segni; Mariele invece non ha dubbi, perché così ha quasi ucciso le tre persone che amava di più. Ora Mara sa che è stato tutto inutile, che il suo passato l’ha riagguantata: ora Mara sa che l’unica possibilità è la fuga, da chi vorrà incolparla di quell’omicidio e da chi invece lo ha commesso per incastrarla.
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Anno edizione:2024
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Amelide 17 dicembre 2025bellissimo
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Aurora 14 dicembre 2025Ne ero incuriosita, ma non mi ha fatto impazzire.
Iniziato con molta curiosità e spinta da parecchie recensioni positive, non avevo mai letto nulla finora della Barbato. Nonostante l'abbia letto abbastanza velocemente, grazie alla scrittura scorrevole e alla curiosità, l'ho concluso non sentendomi del tutto soddisfatta. Sarà che in alcuni punti l'ho trovato un po' troppo eccessivo, tipo il personaggio di Jerry, alcune location, ecc..
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mlugli 13 novembre 2025Bel libro
Libro avvincente e ben scritto a mio avviso . Piacevole anche per lettori non particolarmente appassionati di gialli
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