La tredicesima notte - Carlo Sgorlon - copertina
La tredicesima notte - Carlo Sgorlon - 2
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La tredicesima notte
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Descrizione


Un grande romanzo di Sgorlon appartenente al Realismo magico. Nel Friuli del 1600 l’Inquisizione mette al rogo Veronica, solo per il fatto di essere una chiaroveggente. Dopo quattro secoli, negli anni Settanta del Novecento, la sua discendente porta lo stesso nome è possiede doti paranormali. Diventata architetto, si adopererà nel 1976, a seguito del terremoto, a ricostruire il paese. Romanzo ricco di premonizioni, sciamanesimi, elementi fiabeschi e arcani magnetismi, La tredicesima notte è un’opera emblematica della letteratura sgorloniana: dice che tutto è accaduto e riaccadrà di nuovo. La storia inizia nel lontano Seicento, quando Veronica Castenetto dalla rossa chioma, viene bruciata sul rogo dall’Inquisizione. Siamo a Monterosso, paese della Pedemontana friulana, creato appositamente accorpando la fisionomia dei paesi reali di Cassacco, Gemona e Venzone, di modo che la cattedrale della Madonna della Neve, fatta edificare da un monaco templare, altro non sia che la fusione del duomo di Gemona con quello di Venzone. Trascorrono quattro secoli e la strega ritorna nelle sembianze della discendente, che come lei ha lo stesso nome, i capelli rossi, è chiaroveggente, comprende il linguaggio degli animali e vede gli spettri. Veronica è un brillante architetto, in cerca affannosamente un posto nel mondo; è guardata con sospetto dagli abitanti che per indole la rifiutano perché strana e diversa. Lo troverà nel 1976, quando il Destino getta il Friuli nel caos, con l’ennesimo rovinoso terremoto, e il paese viene raso al suolo. Veronica reagisce alla tragedia impegnandosi nella ricostruzione del paese, e in particolar modo della cattedrale. Tutti i protagonisti raccontano al lettore che la forza dell’uomo risiede nella capacità di farsi attore del proprio destino: la vita è una prova, e va vissuta con consapevolezza.

Dettagli

15 settembre 2026
304 p., Brossura
9791280801364

Conosci l'autore

Foto di Carlo Sgorlon

Carlo Sgorlon

1930

(Cassacco, Udine, 1930 - Udine 2009) scrittore italiano. Tutta la sua opera appare legata al mondo friulano: il romanzo in dialetto Prime di sere (1971); il fortunato Il trono di legno (1973, premio Campiello), Gli dei torneranno (1977), La carrozza di rame (1979), La conchiglia di Anataj (1983, premio Campiello); L’armata dei fiumi perduti (1985, premio Strega). Sono ancora da ricordare: La foiba grande (1992), Il costruttore (1995), La malga di Sîr (1997), La tredicesima notte (2000), Il velo di Maya (2006) e Lo stambecco bianco (2006).

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