L'avevo preso quando uscì, ma dopo cento pagine di bravura per me davvero troppo castrante, l'ho chiuso e messo via. Di recente mi è venuta voglia di riaprirlo per leggere i dialoghi, che ricordavo perfettamente intonati. Come mi aspettavo l’ho divorato e mi sono reso conto quanto densa sia la consonanza, ma l'avevo sospettato anche alla prima semilettura, con il suo pensiero sul nostro modo di vivere e sentire che purtroppo non ha (scusate la volgarità) i coglioni per toccare e farsi toccare. Se immaginassimo la corporificazione di Occidente tra le mani si materializzerebbe un signore in declino, abbastanza ricco da permettersi il sovrappiù, qualcuno insomma di simile al Walter Siti del libro; la nostra civiltà -- mentre altre sono in piena adolescenza o florida giovinezza -- è un panzerone che il meglio e il peggio di sé l’ha già dato e oggi trascorre il tempo ad affittare per qualche ora una manciata di dèi e con garbo abbuffarsi.
Si chiama "Walter Siti, come tutti", il protagonista di questo romanzo. Se da giovane era convinto di essere anomalo, adesso, giunto a sessant'anni, ha scoperto di essere tipico. "La mia prima mediocrità, - dice di sé, - è caratteriale, ed epica, volevo dire etica". Per lui è arrivato il momento di acquietarsi, di trovarsi una nicchia e un equilibrio: il lavoro universitario, ormai una sinecura; il rapporto con Sergio, quasi un matrimonio. Così, tra un compromesso e l'altro, la vita potrebbe scorrere tranquilla, placida, completa. Ma un giorno qualcosa si rompe, e in questa pace da sit-com irrompono d'un tratto le antiche passioni, trascinando Walter nei bassifondi del mondo e dell'anima, spingendolo di avventura in avventura, di corpo in corpo. Solo l'amore potrebbe salvarlo, ed è l'amore che lo salverà: per Marcello, angelico culturista di borgata bellissimo e ambiguo, che sembra incarnare come nessun altro lo spirito dei tempi. E cosa importa se per averlo Walter dovrà pagare un prezzo troppo alto? Ogni cosa si compra, ma alle volte le rese dei conti hanno il sapore di una vittoria. Con "Troppi paradisi" Walter Siti - l'autore, non il personaggio; ma dopotutto sia l'autore che il personaggio - ha scritto la sua opera capitale. La vera protagonista del libro è l'aria del tempo: un'aria che scioglie i sentimenti, le cose, i gesti, per trasformarli in immagini mediatiche, riproducibili e commerciabili.
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Informazioni:
TROPPI PARADISI Walter Siti Einaudi 2006 Rilegato con sovraccoperta
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Autore:
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Collana:
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Anno edizione:2006
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