Gradevole, ma non imperdibile. Sicuramente non il solito Márai, perché qui emerge una verve ironica inconsueta rispetto alle altre sue opere, per cui sotto questo aspetto interessante, ma, in fin dei conti, non è un romanzo che resta.
Truciolo
Il cane che "il signore" regala alla "signora" la vigilia di Natale, ancora sudicio di fango e paglia, ha un pedigree quanto mai incerto e un gran brutto carattere: non è quel che si dice una bestiola mansueta e dimostra sin dalla più tenera età una radicale insofferenza per qualsiasi disciplina. Sarà propri a causa del suo caratteraccio se i rapporti tra lui e il signore, inizialmente improntati a una virile, calda complicità, giungeranno a un epilogo inatteso e tutt'altro che edificante.
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Edizione:2
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Barb 04 settembre 2026Gradevole
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Il voto che mi sento di dare è la media tra quello che darei per la prima metà del libro e quello per la seconda. Mi spiego: è fuori discussione che, come lo stesso Marai esprime nelle prime pagine, ci troviamo di fronte a un romanzo atipico che non ha nulla a che vedere con tutto il resto della produzione di Marai. Va visto come una sorta di "intervallo" tra le altre e di ben altro spessore opere dell'autore. Personalmente ho trovato di ottima fattura le prima parte del libro, dove traspare un'insospettata verve comica e ironica di Marai che descrive il suo rapporto con il suo cane. §Ben diversa ho trovato la seconda parte, in cui affiorano un misto di risentimento e cattiveria nei confronti dell'animale, che francamente mi paiono rovinare quello che era stato il tenore su cui il romanzo si era assestato. Anche il finale mi pare oltremodo deludente, e francamente, forse per mia ignoranza, non riesco a comprendere quale fosse il fine che si era proposto l'autore quando lo scrisse. Consiglio finale: leggetelo solo se siete appassionati di Marai, altrimenti non è imperdibile.
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Marai conferma di essere un grandissimo autore perché anche trattando un argomento più leggero come il rapporto con il suo animale, mantiene il suo stile di scrittura così fluido e perfetto e in più venato da un’ironia e sarcasmo inusuale. Molto bello il pezzo in cui l’autore descrive quando decide di comprare alla moglie il cane e perché un animale è un regalo perfetto per Natale! L’autore poi sottolinea l’ipocrisia di chi ama gli animali perchè è più facile che non amare i propri simili e mi ha fatto molto pensare sul mio immenso amore per i miei gatti. E infine: come si può dimenticare quel personaggio incredibile di Truciolo che non si adegua al clichè del cane borghese ma si ribella e con violenza afferma il suo carattere? E’ straordinario Truciolo e non può che attirare la simpatia dei lettori.
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