Ho letto diversi libri di Licalzi e penso sia una garanzia nello stile e nei contenuti. È ben leggibile, fluido, fa sorridere e fa riflettere senza scatenare un turbinio di emozioni certo. Però lo consiglio perché pur non essendo un capolavoro è una lettura intelligente. Per chi ha legami col territorio ligure e genovese risulta più interessante perché la maggior parte delle ambientazioni sono appunto nella terra dell’autore.
L'ultima settimana di settembre
“La vita è crudele, l’unica fortuna che hai è quella di accorgertene tardi e così, se proprio non sei un imbecille, riesci ogni tanto a essere felice.” Pietro Rinaldi ha ottant’anni, sente che la sua vita è al capolinea e vuole solo essere lasciato in pace. Un giorno però nel suo mondo irrompe Diego, il nipotino quindicenne con cui non ha mai avuto molti rapporti. Lui ha l’entusiasmo degli adolescenti e la forza di chi non si lascia abbattere dagli eventi. E non ha paura di zittire i malumori del nonno. Da Genova partono in direzione di Roma a bordo di una Citroën DS Pallas decapottabile su cui sembra di volare, insieme a Sid, un enorme cane attira-guai. Un’avventura on the road, piena di deviazioni e ripensamenti, vecchi amori e nuove gioie. Una di quelle esperienze che, proprio quando credevi di aver visto tutto, ti fanno scoprire quanto la vita riesca ancora a sorprenderti.
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Anno edizione:2016
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Roby79 03 gennaio 2025Una garanzia
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Fauris 24 dicembre 2022Che delicatezza!
Che bel romanzo! Si ride si piange è un turbinio di emozioni che ci regala ancora una volta Licalzi, nel raccontare l’evolversi del rapporto tra nonno e nipote all’indomani di una tragedia familiare inaspettata. Bellissimo libro.
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La storia mi ha catturata dall'inizio. Pietro, il protagonista mi ha subito conquistata con il suo modo di essere, apparentemente disincantato, razionale, cinico e irriverente. Dopo le prime righe non ho potuto che seguire le sue parole e la sua storia. Partendo da due fatti tragici, il romanzo descriverà la nascita di un legame tra nonno e nipote adolescente e l'indimenticabile cane. :rofl: . Per quello che mi riguarda ho riso, di quelle risate derivanti dall'acume. E ho anche immancabilmente pianto. Bellissime le descrizioni di questa Italia di Settembre. Come dimenticare l'incontro con l'autostoppista romano e la sosta sulla villa al lago? Inaspettate le svolte nel finale che hanno dato alla narrazione un tono romantico. Non ho dato cinque stelle perché i fatti iniziali che danno il via al romanzo, di natura tragica, sono trattati a margine della storia e a mio parere con scarso peso, e questa forse è una scelta dettata dal voler mantenere una certa leggerezza. Ma per il resto per me è stato come previsto dalla sinossi: divertente, esilarante, commovente e poetico.
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