un racconto struggente, due storie di bambini Samuel e Anita, che per motivi diversi la separazione dalle rispettive famiglie rappresenta un momento per dar loro un futuro migliore lontano da guerra e miseria.
Il vento conosce il mio nome
Intrecciando passato e presente, Allende racconta la storia di due personaggi indimenticabili alla ricerca di una famiglia, scrivendo una testimonianza delle scelte dolorose a cui i genitori sono costretti e una lettera d’amore per tutti quei bambini che sopravvivono a ogni difficoltà senza smettere mai di sognare. “Un romanzo che parla dell’oggi, che obbliga a riflettere e fa emozionare.”
Vienna, 1938. Samuel Adler è un bambino ebreo di sei anni. Durante la Notte dei cristalli, quando la famiglia perde tutto, la madre lo mette su un treno diretto in Inghilterra per salvarlo. Samuel inizia così una nuova vita, sempre accompagnato dal suo fedele violino e dal peso dell’incertezza e della solitudine. Arizona, 2019. Anche Anita Díaz e sua madre salgono su un treno, questa volta per sfuggire a un pericolo imminente nel Salvador e cercare rifugio negli Stati Uniti. Ma al loro arrivo la nuova politica di separazione familiare le divide e Anita, sette anni, si ritrova da sola in un centro di accoglienza a Nogales. Lontana da tutto ciò che le è familiare, si rifugia in un mondo magico di sua invenzione, mentre una giovane assistente sociale tenta in ogni modo di ricongiungerla alla madre.
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Anno edizione:2025
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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PIer1704 16 maggio 2026
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Karol 30 aprile 2026Semplice ma bello
Isabelle Allende si conferma una scrittrice solida. Il libro, a mio parere, non regge il confronto con i suoi romanzi più classici, ma si fa comunque leggere ed è estremamente godibile. La parte iniziale, in cui racconta della storia di Samuel Adler e della Shoah, è decisamente più debole della seconda metà del libro: Allende vive e respira Sudamerica ed è ciò che sa raccontare meglio, insieme alla magia e all'esoterismo che sempre l'accompagna, e al ruolo delle donne, che lei lega inscindibilmente alla nostra terra natia.
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Patriziag 11 marzo 2026
NOn è all'altezza dei suoi libri migliori, risulta un compendio del mondo "Isabelle Allende", elementi paranormali, abbandoni, tradimenti, attivismo, figure boho-hippy, si rincorrono troppi elementi sociali.:intersezionalità, femminismo, attivismo, sofferenze dell'immigrazione, sparizioni forzate e femminicidi, violenza di genere, pedofilia, la pandemia, acccostmento tra nazismo e crudeltà istituzionalizzata per l'immigrazione clandestina; tre storie che si intrecciano ma spesso i dialoghi sono didascalici; così come spesso i personaggi risultano stereotipi. Stranamente retorico in diversi momenti. Peccato, stavolta è deludente.
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