Una lite violenta tra i genitori manda in frantumi il paradiso infantile dell'autrice, allora dodicenne, segnandola profondamente e causandole un brutale senso di vergogna. Questo evento costituisce un prima e un dopo nella vita di Annie e darà vita a una narrazione a due volti, una prima parte che descrive il mondo di Annie ed una seconda che si riferisce alla propria formazione culturale. Un lacerante dramma familiare, un trauma profondo che rimane dentro di lei e che riaffiora in una confessione spietata. “In realtà non ho rivelato nulla”, ammette la scrittrice, “se non l’evento nudo e crudo. Voglio invece ridar vita a questi episodio rimasto come congelato per tanti anni, per riuscire a togliergli quel carattere sacro di icona che avverto in me stessa (di cui è testimonianza, per esempio, la mia convinzione che fosse proprio quell’episodio che mi spingeva a scrivere, che sia proprio esso alla base dei miei libri). È da qui che Annie prende coscienza della propria diversità e del termine dell’appartenenza “alla categoria delle persone perbene, che non bevono, non si picchiano, si vestono in modo appropriato per andare in città. Potevo anche avere un grembiule nuovo a ogni inizio dell’anno scolastico, un bel messale, essere pure la prima della classe in tutte le materie e recitare le preghiere, ma ormai non assomigliavo più alle altre ragazze della classe. Avevo visto quel che non si doveva vedere. Sapevo quel che non avrei dovuto sapere e che mi collocava in maniera inesprimibile nel campo di coloro la cui violenza, l’alcolismo o il disordine mentale alimentavano i racconti che si concludevano con la frase “è veramente triste, comunque, vedere una cosa simile”.” Solito stile freddo e distaccato della Ernaux, puramente didascalico e narrativo, ma che fa sorgere riflessioni di varia natura. Esiste anche un altro libro chiamato “L’onta” pubblicato da Rizzoli - traduttrice Orietta Orel. È sempre lo stesso, cambiano il titolo e la copertina.
La vergogna
«Ho sempre avuto voglia di scrivere libri di cui poi mi fosse impossibile parlare, libri che rendessero insostenibile lo sguardo degli altri.» Romanzo dell'infanzia e dei suoi abissi, La vergogna ricostruisce con spietata lucidita` una presa di consapevolezza: quella di una bambina di dodici anni testimone della «scena» spartiacque, rimasta a lungo indicibile, che le fa scoprire di colpo di essere dalla parte sbagliata della societa`. Inventariando i linguaggi, i riti e le norme che delimitavano il suo pensiero e la sua condotta di allora, Ernaux sprofonda nella memoria intima e collettiva – fatta di usanze, espressioni e modi di dire – e scompone l'habitat del mondo in cui era immersa: la scuola privata, i codici della religione cattolica, il culto della «buona educazione», le leggi non scritte ma inviolabili della gerarchia sociale. Come nessun altro, Annie Ernaux riesce a mettere a fuoco con bruciante distacco – da esemplare «etnologa di se stessa» – la piu` indifesa delle eta`, raccontando quel violento e reiterato sconcerto che e` l'ingresso nella vita adulta.
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Lingua:Italiano
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Silvietta 25 agosto 2022
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