Ho iniziato la lettura dal capitolo "Il Manifesto della Poetica visuale" seguendo un ordine dettato dalla mia curiosità piuttosto che dalla successione cronologica dei pensieri, così come ci suggerisce l'autore nell'introduzione. Un cieco visita il Louvre e la sua accompagnatrice gli descrive i quadri: l'occhio non vede ma lo slancio creativo del pittore, le sue emozioni, il suo messaggio arrivano comunque al cuore di chi è lì davanti al quadro. La parola si fa tramite di sentimenti e situazioni emotive con forza ed efficacia e dà vita ora ad un quadro, ora ad un luogo, ad un paesaggio, ad una città. La parola rianima anche il nostro passato, le nostre gioie, le nostre paure, ci aiuta a rileggere il nostro percorso di crescita. Con "Il Manifesto della poetica visuale" l'autore ci propone una visione controcorrente del mezzo espressivo: le parole si riprendono il loro spazio e la loro autonomia, volano leggere sulle ali di una farfalla, ridimensionano drasticamente l'importanza dell'immagine. "Esse sono un simbolo di grandiosa potenza per quello che richiamano all'animo umano, soprattutto perché sono piccole e facili da usare: le parole te le puoi mettere in tasca".
Il volo della farfalla
"Questa raccolta è nata dal pretesto di ordinare pensieri trascritti su numerosi e caotici quaderni, sparsi tra i luoghi che ho abitato, costituendo anche un mezzo attraverso cui potermi mettere di fronte, un po' più distaccatamente, a quello che ho scritto. Solitamente gli autori usano disporre i loro componimenti suddividendoli in argomenti, periodi, stili differenti... anche in questo libro c'è una logica ordinatrice di fondo, tutto ruota attorno alla tematica della crescita individuale, è questo il principio direttivo. Dopo molte riflessioni credo di aver capito una cosa sulla poesia che avevo prima solamente sfiorato ed è che risiede proprio nella quotidianità che, osservata attraverso gli anni, diventa di una bellezza incommensurabile. A meravigliarci è il fatto di vedere un essere umano che affronta esperienze e cambia di conseguenza. Siamo abituati a sentirci dire che le nostre vite devono essere intense e piene, ma questo porta solo a una corsa frenetica verso la superficialità e la morte."
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Anno edizione:2018
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In commercio dal:1 ottobre 2018
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Un libro che racconta l'evoluzione di un giovane studente di architettura. Una visione originale di questo mondo che non sempre è fatto di archistar e di committenti che vogliono dimostrare la loro potenza economico/finanziaria. La poesia come veicolo per raccontare come la sensibilità di un giovane può suggerire un approccio diverso alle città del futuro.
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Libro interessante e ben scritto. Mi ha offerto tantissimi spunti validi da applicare nel mio lavoro e nella vita. Lo consiglio vivamente!
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