120, rue de la Gare - Léo Malet - copertina
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Letteratura: Francia
120, rue de la Gare
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Descrizione


Un romanzo che non può mancare nelle librerie di chi colleziona la serie, ma anche un’ottima occasione per fare la conoscenza del detective anarchico e delle sue avventure.

«Malet è, giustamente, ritenuto fra le voci più alte del noir francese.» - Giancarlo de Cataldo

«Maestro del noir, Malet è giudicato, non a torto, migliore di Simenon.» - Corrado Augias

«Un mito.» - Gianni Mura, il Venerdì di Repubblica

«Uno dei detective più riusciti del noir novecentesco. Un classico. E basta.» - Fabrizio d’Esposito, il Fatto Quotidiano

«Difficile immaginare la politicità dei noir di Dominique Manotti, Fred Vargas, Jean-Claude Izzo, Didier Daeninckx senza Malet… È stato un grande scrittore di noir.» - Benedetto Vecchi, il manifesto

Primi anni Quaranta. C’è la guerra. Nestor Burma è appena tornato dal campo di prigionia e vede per caso Colomer, suo socio all’agenzia investigativa Fiat Lux prima che venisse chiusa, davanti alla stazione di Perrache. Proprio quando i due si riconoscono e stanno per incontrarsi dopo tanto tempo, Colomer cade a terra, freddato da un colpo di pistola. Prima di morire, però, riesce a sussurrare all’amico un indirizzo: 120, rue de la Gare. Lo stesso che Burma aveva sentito ripetere all’ospedale militare da un prigioniero colpito da amnesia. Sulla scena del delitto c’è una ragazza armata. È lei l’assassina? Partendo dal rebus del misterioso indirizzo, iniziano le indagini. Ad aiutare l’investigatore ci saranno il poliziotto Florimond Faroux e la bella Hélène Chatelain, ex segretaria della Fiat Lux che, sospettata di nascondere qualcosa, verrà addirittura pedinata dalla polizia… Torna in libreria uno dei capolavori di Léo Malet: la prima inchiesta dell’affascinante Nestor Burma.

Tropes e temi

Dettagli

25 gennaio 2018
216 p., Brossura
120, rue de la Gare
9788893253192

Conosci l'autore

Foto di Léo Malet

Léo Malet

1909, Montpellier

Léo Malet, l’anarchico conservatore, come amava definirsi, è uno dei padri del romanzo noir francese. Nato al numero cinque di Rue du Bassin, a Montpellier, figlio di una sarta e di un impiegato, rimane prestissimo orfano. È il nonno, bottaio e grande lettore, che si prende cura del nipote e lo inizia alla letteratura. A sedici anni Léo Malet si trasferisce a Parigi in cerca di fortuna. Determinante è l'incontro con André Colomer, disertore e pacifista: Colomer gli dà una famiglia e soprattutto lo introduce in ambienti anarchici. In questo periodo Malet collabora anche a vari giornali e riviste («En dehors», «Journal de l'Homme aux Sandales», «Revue Anarchiste»). A Parigi abita in molti posti, anche...

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