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1Q84. Libro 3. Ottobre-dicembre
«Tengo, dove sei?» Ci sono amori che devono attraversare universi per incontrarsi. Ci sono amori che devono superare ostacoli, difficoltà, avversari, enigmi. Amori che devono, soprattutto, vincere le paure interiori - inquietanti e terribili come piccole creature che albergano dentro di noi - per poter creare a propria volta un mondo in cui non ci sia piú la paura, un mondo nuovo in cui essere al sicuro in due. Aomame e Tengo vivono da sei mesi in una realtà che non è la loro, un mondo «al di là dello specchio» su cui brillano due lune. Divisi e braccati, costantemente in pericolo di vita, sembra che tutto congiuri per impedire che si incontrino. Sulle loro tracce, oltre la setta Sakigake e forze ancora piú sfuggenti e misteriose, adesso c'è anche l'investigatore privato Ushikawa, un ostinato segugio il cui bizzarro aspetto fisico (guardarlo «era come trovarsi di fronte a uno specchio deformante, e tuttavia nitido in modo spiacevole») si accompagna ad un intuito strepitoso. Ushikawa, però, è anche il terzo, inedito punto di vista che, alternandosi a Tengo e Aomame, accompagna il lettore nella vertiginosa conclusione di 1Q84. Qui Murakami tira le fila di tutte le trame, i personaggi, gli enigmi con cui ha costruito la sua narrazione: le domande, le coincidenze, i misteri daranno corpo a una nuova verità, come una costellazione che all'improvviso rivela il suo disegno. Murakami ha creato un universo per raccontarci come si creano gli universi. Come a volte bastino due persone per rendere reale qualcosa che prima non lo era: Aomame e Tengo, o uno scrittore e un lettore. E facendolo ha anche mostrato ai lettori di tutto il mondo che, in un tempo apparentemente refrattario alla letteratura e alla sua saggezza, ci sono sempre delle storie nuove che devono essere raccontate, e che si può farlo in modi nuovi, con nuove regole e nuovi linguaggi. Storie capaci, come sempre ha fatto la letteratura, di parlare al cuore di tutti. *** «Al caos e alla futilità del mondo Murakami trova un antidoto teneramente antiquato: l'amore». «Corriere della Sera» *** «1Q84 sta a Murakami come il White Album sta ai Beatles o come 2001: Odissea nello spazio sta a Kubrick». «L'Indice dei libri del mese»
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Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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n.d. 18 dicembre 2022
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Azzurra Neroni 01 dicembre 2017
Tengo e Aomane sono due persone apparentemente normali eppure all’improvviso, nelle loro vite compare una seconda luna e nulla è più come prima. I due si trovano trasportati in mondo diverso: non è più il 1984, ma il 1q84 dove, il Q sta per “Question mark?”. Un viaggio onirico, che procede a cerchi concentrici, porterà i due protagonisti a confrontarsi con le ombre del loro passato e con un altrettanto inquietante nemico. In questo romanzo Murakami da il meglio di se e riesce a suscitare nel lettore sentimenti preziosi, coniugando il pragmatismo della letteratura occidentale con la sensibilità e la raffinatezza della cultura giapponese.
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Ho letto la prima parte di 1Q84 con voracità, come se fossi rimasto troppo a lungo privo della prosa elegante e morbida di Murakami. 711 pagine che si concludono in modo interlocutorio, quasi come una fiction giunta alla fine di stagione. Si tratta di un'opera complessa, al di là del modulo narrativo prescelto (capitoli alternati seguendo le vicende dei due protagonisti, Tengo e Aomame), che fonde il registro del fantastico con una progressione da thriller. L'irruzione di elementi "straordinari", a sua volta, è integrata all'interno di un modulo narrativo preciso e minuzioso, che descrive la vita dei personaggi a partire da piccoli dettagli significanti (cosa mangiano, cosa bevono, dove vivono, dove si spostano, chi incontrano) e flashback che, progressivamente, li avvicinano e introducono gli sviluppi successivi. La dimensione fantastica, in questa opera, non riguarda più solo alcuni passaggi, ma fa, per così dire, da cornice all'intera vicenda. la "Q" del titolo rimanda a una specie di universo "parallelo", quasi identico a quello di origine, segnato però da eventi inspiegabili e sovrannaturali che i personaggi dovranno attraversare per ritrovare se stessi e la loro ragione-di-esistere-nel-mondo. E' ammirevole come Murakami riesca a rendere credibili anche i passaggi più impervi (per esempio, quelli relativi ai "Little People" o alla transizione da una dimensione all'altra), come se la fantasia fosse un attributo naturale della scrittura dell'autore, uno spazio di elaborazione leggero e iridescente che impreziosisce il testo, simile a un'aurora che preannuncia il giorno. Allo stesso tempo, Murakami mi appare come un autore che riesce a fondere elementi propri del suo contesto culturale con uno sguardo capace di indagare sull'Occidente, di raccogliere il meglio dell'eredità culturale dell'Occidente, valorizzando nel contempo la specificità dello zeitgeist nipponico. Dopo aver divorato nel giro di due settimane la prima parte di 1Q84, sono corso, al ritorno dalle vacanze, a comprare la parte conclusiva. Ma di questo, scriverò nella scheda relativa...
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