Le piccole guide di viaggio non convenzionali della collana “Passaggi di dogana” descrivono le città prendendo in prestito lo sguardo di scrittori, registi, artisti o musicisti ad esse legati. Quella dedicata a San Francisco ruota attorno alla figura di Lawrence Ferlinghetti, poeta e editore della Beat Generation: l’itinerario cittadino, tracciato tra ripide salite, vie brulicanti di vita, casette colorate, caffè italo-americani, abbigliamento vintage e negozi di dischi, è un viaggio a tappe alla ricerca di se stessi e della poesia, scavando nel passato e nel mito, e cogliendo la vitalità e l’avanguardia della scena presente. Il percorso è costruito attraverso una serie di incontri più o meno fortuiti ma molto significativi, rinviando di continuo quello con Ferlinghetti in persona, che sembra non arrivare mai: proprio come la poesia, Ferlinghetti è una presenza che aleggia per le vie di San Francisco e nelle parole dei suoi amici poeti, tra un caffè, una sigaretta e un verso scritto di getto e rubato all’oblio, arricchendo le persone lungo la strada e permeando i luoghi di bellezza e magia. Il taglio dato a questo libro, a metà tra un documentario e una guida, è molto originale, ma non ne ho apprezzato particolarmente lo stile, la cui vaghezza a tratti risulta totalmente superflua; bella l’idea di chiuderlo con una playlist a tema, che vale la pena ascoltare.
A San Francisco con Ferlinghetti. Nuova ediz.
"I giovani dovrebbero fare gli esploratori" scrive Lawrence Ferlinghetti, poeta laureato di San Francisco e editore delle più grandi penne della Beat Generation. E la poesia, in questo caso, è il territorio più vasto in cui perdersi e trovarsi di nuovo. Questo libro è insieme reportage narrativo, docu-fiction e guida poetica alla città di San Francisco in cui l'esplorazione geografica si intreccia a quella letteraria e umana. Dieci giorni a Frisco rincorrendo un incontro — quello con Ferlinghetti — che comporterà una serie di altri incroci inattesi: da Jack Hirschman e la sua Brigata di Poeti Rivoluzionari, a Neeli Cherkovski, poeta, amico intimo e biografo di Charles Bukowski. Il Caffè Trieste, nel cuore di North Beach, è lo scenario nel quale tutto si muove attraverso una serie infinita di caffè ordinati e bevuti d'un sorso, sigarette accese e consumate, le suole contro l'asfalto, sempre, per arrivare fin dove si spinge lo sguardo, fin dove suggerisce la poesia. Si legge questo libro per conoscere i luoghi di Kerouac, Ginsberg, Bob Dylan attraverso le parole di chi li ha vissuti e si finisce, poi, per scoprire quanto altro oltre il mito sia sopravvissuto, sorpassandolo.
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Anno edizione:2019
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Anna 01 novembre 2025Proprio come la poesia, Ferlinghetti è una presenza che aleggia per le vie di San Francisco
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