Gli androidi sognano pecore elettriche? - Philip K. Dick - copertina
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Gli androidi sognano pecore elettriche?
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Descrizione


San Francisco 1992. La Terra è un pianeta desolato, devastato dalle guerre nucleari; gli esseri umani sono in gran parte emigrati nelle colonie esterne e numerose specie animali si sono estinte, tanto che possedere un animale domestico vivente è diventato un ambito status symbol . Per chi non può permettersi un cucciolo "vero", come il cacciatore di taglie Rick Deckard, ci sono le pecore elettriche… L'umanità vive infatti affiancata da diversi modelli di robot, dalle semplici macchine-utensili ai vicini di casa artificiali, fino a sofisticati modelli di androidi assolutamente indistinguibili dagli esseri umani, anzi persino più intelligenti, come i Nexus-6. Quando alcuni esemplari di questi replicanti perfetti fuggono da una colonia marziana per vivere liberi, Rick è incaricato di "congedarli". Prima, però, dovrà riuscire a individuarli… Cos'è reale e cosa no? Cos'è umano e cosa no? E poi le droghe, i difficili rapporti tra i sessi, la repressione dello Stato: i grandi temi della narrativa di Philip K. Dick animano questo celebre romanzo di fantascienza, tragico e grottesco, un capolavoro che esce dai confini del genere letterario, «un trattato di teologia cibernetica assolutamente vertiginoso, di una ricchezza narrativa impressionante» (Carrère).

Dettagli

Tascabile
29 novembre 2022
250 p., Brossura
Do androids dream of electric sheep?
9788804731474

Valutazioni e recensioni

  • Lettere_d_inchiostro
    Vorreste un animale elettrico?

    Questo romanzo distopico segue le gesta del cacciatore di taglie Rick Deckard, all’inseguimento di sei androidi di ultima generazione fuggiti da Marte, e quelle di John Isidore, un uomo socialmente emarginato che invece li aiuta. Il tutto è ambientato in una San Francisco post-apocalittica, in cui la vita sulla Terra è stata fortemente compromessa da un conflitto nucleare mondiale. Scritto nel 1968, questo romanzo è più che mai attuale, non solo per il contesto bellico, ma anche per il livello tecnologico raggiunto dall’IA. Cos’è umano e cosa non lo è? Cos’è reale e cosa non lo è? Questo è il tema principale del romanzo: la difficoltà di discernere tra essere umano e androide. Nel romanzo gli androidi sono macchine senzienti e disumane, perché prive di empatia, ed è proprio questo il punto: nonostante la loro intelligenza, possono soltanto simulare la natura umana. Gli esseri umani, invece, perdono la loro umanità e utilizzano un “modulatore d’umore” e le “scatole dell’empatia”, divenendo a loro volta una specie di macchina. Se poi aggiungiamo a questo, il fatto che un umano può innamorarsi di un androide, capiremo da soli che il confine tra umano e sintetico è sempre più sottile. La tecnologia è arrivata a produrre memorie artificiali, sia per gli androidi sia per gli uomini, e ciò significa che nessuno è veramente sicuro di essere sé stesso, o almeno ciò che crede di essere: anche chi ritiene di essere umano può essere un androide condizionato a pensare di esserlo legittimamente, e viceversa. Nel 2026, l’empatia che contraddistingue l’uomo sembra dissolversi giorno dopo giorno. Viviamo sempre più connessi al mondo virtuale e sempre meno nel mondo reale; siamo sempre più isolati, pronti a dare un “like” a qualsiasi cosa. Ci affidiamo ad app per qualsiasi cosa, anche per gli incontri; non c’è quindi differenza tra noi e i droidi di Dick. In fondo, siamo onesti: che male c’è a prendersi cura del nostro animale elettrico?

  • Elvira

    Cosa significa essere umani in un mondo che può imitare tutto, persino le emozioni? “Gli androidi sognano pecore elettriche?”di Philip K. Dick è un romanzo di fantascienza che usa un futuro post-apocalittico per indagare temi profondi come empatia, identità e morale. In una Terra devastata, dove gli animali sono simbolo di status e gli androidi indistinguibili dagli uomini, il confine tra umano e artificiale diventa sempre più fragile. Il tema centrale risulta presto evidente: ciò che rende umano un individuo non è l’origine biologica, bensì la capacità di provare empatia. Un libro breve, denso e provocatorio soprattutto in questi anni in cui l’AI ha visto il suo pieno sviluppo, che lascia il lettore con un dubbio persistente: se una macchina può sentirsi viva, siamo davvero così diversi da questa?

  • stephania
    Mi aspettavo di più.

    Mi dispiace essere la voce fuori dal coro, ma purtroppo questo libro non mi è piaciuto come speravo. La lettura è molto scorrevole, capisco la potenzialità ma non ti permette di affezionarti ai personaggi e resta abbastanza superficiale nel messaggio che vuole mandare.

Conosci l'autore

Foto di Philip K. Dick

Philip K. Dick

1928, Chicago

Philip K. Dick è stato uno scrittore statunitense. Autore prolifico e sregolato, Dick ha raggiunto a tratti una grande intensità stilistica ed è considerato uno dei più importanti scrittori postmoderni, tra i classici della letteratura contemporanea, visionario della fantascienza. Fra i suoi romanzi di fantascienza, caratterizzati da un cupo pessimismo, si ricordano: La svastica sul sole (The man in the high castle, 1962), I simulacri (The simulacra, 1964), Le tre stigmate di Palmer Eldritch (The three stigmata of Palmer Eldritch, 1964), Ubik, mio signore (Ubik, 1969). Da Gli androidi sognano pecore elettriche? (1968) nel 1982 è stato tratto il celebre film Blade Runner di Ridley Scott, che ne ha fatto uno scrittore di culto.«A volte, impazzire...

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