Il banditore - Joan Samson - copertina
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Il banditore
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Descrizione

Scritto nel 1975, primo e unico romanzo di Joan Samson, questa piccola perla di rural horror, che è già un classico, evoca La lotteria di Shirley Jackson e ispirerà Stephen King per il suo Cose preziose.

«Perly Dunsmore, eccola la novità, signora Moore» disse lo sceriffo, piazzandosi comodamente nella sedia a dondolo con tutta la sua stazza. «È la più grande novità che si sia vista a Harlowe da anni». Era raggiante, come se il banditore fosse una nuova e sfavillante proprietà, una scoperta speciale, un affare che avrebbe attirato l’invidia di tutti i vicini in grado di riconoscere le cose di valore.

«Spietato e senza tregua. Se Cormac McCarthy avesse scritto Cose preziose di Stephen King, il risultato sarebbe stato Il banditore». - Grady Hendrix

«Esplosivo. Agghiacciante. Sfido chiunque a posarlo dopo aver letto le prime pagine». - The New York Times


I Moore vivono in una fattoria nella comunità rurale di Harlowe, New Hampshire, dove la tradizione è legge e la corrente elettrica è un lusso. L’erba del pascolo da tagliare, il mais e le patate da coltivare, le vacche da mungere: la vita di John e Mim è scandita dal duro lavoro delle braccia, mentre la piccola Hildie cresce sotto il loro sguardo amorevole e la madre di John, indurita dall’artrite, è ormai incastonata nel divano davanti alla tv. È un’esistenza di semplici abitudini che si ripetono immutate, fino al giorno in cui in paese arriva Perly Dunsmore, un banditore d’asta. Dicono che abbia girato il mondo, Dunsmore, ma ora si è fermato proprio qui, sistemandosi nella casa più bella del paese, dove per altro è avvenuto l’unico omicidio che Harlowe ricordi. Elegante e suadente nei modi, il banditore – ha fatto sapere – organizzerà aste per raccogliere fondi da destinarsi alla polizia locale. La gente di Harlowe, tutta, è caldamente invitata a offrire anticaglie in disuso, anche cose da poco: in fondo che costa? Le aste si susseguono sempre più frequenti, finché gli abitanti si ritrovano senza più nulla da dare, se non le cose da cui non si separerebbero per nessuna ragione al mondo. Ma Dunsmore, spalleggiato dalla polizia di giorno in giorno più arrogante, non desiste dal chiedere e non tollera rifiuti. E chi si ribella non per forza sarà salvo. Ne Il banditore l’inquietudine e l’orrore strisciano dentro il quotidiano di una comunità, dove il lato oscuro aspetta solo di manifestarsi.

Tropes e temi

Dettagli

13 febbraio 2026
336 p., Brossura
The auctioneer
9788854531376

Valutazioni e recensioni

  • GG

    Un bel romanzo, intrigante, capace di catturare sin dalle prime pagine. A un lettore attento - o a una seconda lettura - non sfuggono i tanti piccoli indizi con cui siamo messi in guardia su ciò che sta accadendo, su come a poco a poco il banditore stia consolidando il suo potere e la sua ascendenza sugli abitanti del piccolo villaggio di Harlowe. Il meccanismo delle aste, attraverso cui i cittadini finiscono per cedere ogni loro bene, mi richiama alla mente le moderne piattaforme di vendita dell’usato oggi in voga, con la stessa dinamica seducente e progressiva. Ficcante, rivelatrice e inquietante una delle frasi finali del banditore: «Qualunque cosa io abbia fatto, siete voi che me l'avete permesso.». Un monito che richiama alla responsabilità personale di ciascuno degli abitanti di Harlowe, i quali scivolano nella sua trappola, senza rendersene conto (un processo che ricorda la celebre metafora della rana che finisce bollita senza percepire l’aumento graduale della temperatura). Infine, ho trovato particolarmente deliziose alcune immagini con cui l'autrice dipinge alcune scene.

  • Luca
    Letto tutto d’un fiato

    Il banditore è un libro che cattura fin dalle prime pagine. La storia è intensa, coinvolgente, scritta in modo scorrevole ma mai banale. Si legge con piacere e, allo stesso tempo, lascia qualcosa dentro. I personaggi e le atmosfere sono vivi, credibili, e ti ritrovi facilmente immerso nella narrazione, una lettura che consiglio assolutamente.

  •  Alex
    Non è un horror… per chi si aspetta il genere.

    Che dire di questo libro, a mio avviso non è un genere horror, forse un thriller, drammatico ma proprio horror.. forse avevo troppe aspettative, è un libro abbastanza famoso, poi collana Macabre, mi aspettavo chi sa cosa, è un buon libro, scritto bene, è uno spaccato nell’America anni 50, raffigurata in una vicenda assurda che non sta minimamente in piedi, ciò nonostante è avvincente nella sua drammaticità ma sinceramente la paura questo libro te la fa venire solo guardando il prezzo. Non mi è piaciuto.

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