Questa è la storia di un antieroe della II guerra mondiale: Frank Meier, impeccabile barman dell'Hotel Ritz di Parigi, sopravvive alle persecuzioni e all'occupazione della città nonostante le sue origini ebree, facendo del famoso bar del Ritz il suo paradiso e contemporaneamente la sua prigione. La sua sofisticata clientela anteguerra composta da scrittori, artisti e politici si trasforma brutalmente in una congrega di ufficiali della Wehrmacht, nazisti di alto rango, spietati membri delle SS che sfilano davanti al suo bancone con l'arroganza e l'alterigia dei conquistatori. Fedele al suo ruolo piuttosto che a sé stesso Maier recita la sua parte fino in fondo scendendo a compromessi quantomeno discutibili per garantirsi la sopravvivenza. L'audacia di "raccontare" quasi esclusivamente gli eventi da dietro il banco di un bar non è coadiuvata da altrettanta abilità: la narrazione parte un po' in sordina e si dilunga più del dovuto prima di giungere ad un buon finale ma non sufficiente a riscattare la parte centrale, prolissa e ripetitiva. Di conseguenza la lettura è spesso faticosa e la densità di nomi illustri rischia di ingenerare noia e diffidenza.
Il barman del Ritz
Baffi curati, giacca bianca e cravatta nera, cinquantasei anni appena compiuti, Frank Meier è il rinomato barman del Ritz di Parigi, il salotto più ricercato dall'élite culturale e politica dell'Europa della prima metà del Novecento; ma a partire dal giugno del '40, con l'entrata dei tedeschi in città, al bancone i nuovi clienti sono gli uomini della Gestapo. Adattarsi, ora, è una questione di sopravvivenza. Ebreo di umili origini, da sempre accompagnato da un'insaziabile sete di riscatto, amante del bello e capace di diventare confidente di personalità straordinarie come Fitzgerald e Hemingway, Meier è il fuoco di questo romanzo, lo snodo intorno a cui si muove una corte variegata di personaggi, storici e non. Al Ritz, luogo incantato dove il tempo della guerra sembra essere sospeso, micromondo che diventa specchio dell'occupazione nazista di Parigi, si consuma la vicenda di uomini e donne alle prese con un nuovo potere e con il più semplice spirito di conservazione. Il destino di Meier, del suo assistente e dell'irresistibile Blanche Auzello tiene il lettore con il fiato sospeso, e l'atteggiamento del barman, sempre sul crinale tra resistenza e collaborazionismo, lo rende un eroe a metà, un essere umano ricco di sfumature e di infiniti dubbi. Dietro al bancone di legno scuro, Frank Meier deve salvare se stesso e chi ama. Nell'aprirci le porte del Ritz, Philippe Collin dimostra una cura appassionata per i dettagli che hanno fatto di questo luogo un simbolo, uno scrigno ineluttabilmente spalancato sulla Storia.
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Lingua:Italiano
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Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Patrizia 01 aprile 2026
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FabPet 07 agosto 2025Occasione sprecata
Ambientazione e periodo interessante, con potenzialità incredibili e con personaggi veri. Purtroppo le storie di ognuno sono sviluppate con lentezza e dovizia di particolari inutili, il che rende abbastanza noiosa la lettura. A quanto sento, credo sia stato molto sovrastimato
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