Be sure you count. Ediz. italiana e inglese
Sono poesie giocose, tristi, riflessive, ma precarie perché giocano con il linguaggio, quintessenza stessa della precarietà. L’italoamericano Lynch qui richiama Robert Frost, spirito guida del New England, che definiva la poesia ciò che si perde nella traduzione, sottolineando la fragilità del linguaggio. Perché la traduzione, suggerisce Lynch, offre una falsa fissità. E gli autori che si autotraducono non mancano: Beckett, Blixen, Heaney e Tagore, diversissimi ma uniti dall’idea che l’autotraduzione generi “originali paralleli” e una visione del mondo plurale, dai contorni necessariamente porosi. “Amo scrivere in varie lingue e tradurre le mie stesse poesie. Le mie poesie mettono in relazione la precarietà della vita, della tristezza e della felicità con la natura, che è un po’ meno precaria.” Nulla di precario, però, è il componimento che apre Make sure you count: una poesia del 1938 della madre italiana di Edward, Anna Azzariti, l’unica che abbia mai scritto. Lynch la traduce, e da lì nasce il resto: ricordo, ispirazione, gratitudine. Perché “la prima poesia, come il primo amore, non si scorda mai. (Franco I. Esposito-Soekardi)
-
Autore:
-
Editore:
-
Collana:
-
Anno edizione:2026
Le schede prodotto sono aggiornate in conformità al Regolamento UE 988/2023. Laddove ci fossero taluni dati non disponibili per ragioni indipendenti da Feltrinelli, vi informiamo che stiamo compiendo ogni ragionevole sforzo per inserirli. Vi invitiamo a controllare periodicamente il sito www.lafeltrinelli.it per eventuali novità e aggiornamenti.
Per le vendite di prodotti da terze parti, ciascun venditore si assume la piena e diretta responsabilità per la commercializzazione del prodotto e per la sua conformità al Regolamento UE 988/2023, nonché alle normative nazionali ed europee vigenti.
Per informazioni sulla sicurezza dei prodotti, contattare productsafety@feltrinelli.it