Bertolt Brecht. In appendice: Origine del teatro - Furio Jesi - copertina
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Letteratura: Italia
Bertolt Brecht. In appendice: Origine del teatro
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Descrizione


Quando pubblica questa monografia per la serie “Il Castoro” nel 1973, Jesi ha già mostrato una profonda affinità con l’opera di Bertolt Brecht. Nel 1969 aveva dedicato la parte centrale di uno dei suoi libri più noti, Spartakus, all’analisi di Tamburi nella notte, lo stesso dramma che aveva diretto e interpretato anni prima nel teatro improvvisato di una cantina torinese. Inoltre, aveva tenuto al Teatro Stabile di Torino un’importante lezione sulle “Origini del teatro”, qui riprodotta in appendice: partendo dalla concezione brechtiana dell’attore che “cambia se stesso”, Jesi risaliva fino alle rappresentazioni rituali primordiali e alla ripetizione teatrale, sacra e collettiva, di eventi mitici che “salvano dai dolori della storia”. Dunque, il confronto con la produzione teorica, la drammaturgia e la tecnica registica di Brecht configura uno dei fili rossi della ricerca jesiana: un laboratorio di pensiero da cui emergono l’idea della rivolta come “sospensione del tempo storico” – il cardine su cui ruoterà la cruciale definizione della “macchina mitologica” nel Tempo della festa – e la messa in discussione del ruolo dell’artista nella cultura dominante borghese (o, potremmo chiosare, “di destra”). Al centro del discorso risalta infatti la drammatica posizione dell’intellettuale che “si impegna nella lotta di classe solo nella misura in cui può verificare la possibilità del contributo del suo ‘mestiere’”: una rigorosa autocritica accomuna così il drammaturgo e il mitologo, rendendo i testi qui riproposti ancora più illuminanti per la comprensione di entrambi.

Dettagli

31 ottobre 2025
204 p., Brossura
9791254801758

Conosci l'autore

Foto di Furio Jesi

Furio Jesi

1941, Torino

Giovanissimo, compie ricerche di archeologia e storia delle religioni nell'ambito mediterraneo. Dall'esperienza derivano una serie di studi sul mondo dell'antico Egitto e dell'antica Grecia, studi vertenti su temi mitologici e su alcune forme assunte dai culti misterici. Jesi si interessa successivamente alla sopravvivenza dei miti nella cultura moderna, e a problemi di pertinenza antropologica, filosofica ed estetica.Considera proprio maestro soprattutto il mitologo Károly Kerényi, dal cui umanesimo prenderà poi man mano le distanze. All'interesse per la "scienza del mito" e per il funzionamento della "macchina mitologica" Jesi affianca una rilevante attività di traduttore, di consulente per diverse case editrici italiane.  È inoltre studioso di...

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