Da estimatrice di Claudia Pineiro ho trovato "Betibù" forse il più lento e cadenzato dei suoi gialli; anche questo prende a pretesto una serie di suicidi sospetti per entrare nel vivo della società bene argentina questa volta servendosi di un gruppo investigativo eterogeneo e apparentemente male assortito: una scrittrice, in crisi creativa, e due giornalisti, uno navigato e disilluso, escluso dalla cronaca nera che aveva curato per anni, e l'altro, un giovane rampante, seguace convinto di internet, ma disposto ad apprendere i segreti del mestiere dal collega più anziano. Il trio districa con successo una matassa ingarbugliata legata ad un feroce episodio del passato che accomuna le vittime designate di una implacabile vendetta. Come tutti gli altri romanzi della Pineiro, la vera ricchezza sono il tratteggio accurato dei personaggi, le loro contraddizioni, di una umanità sorprendente e il ritratto spietato della ricca borghesia argentina, la cui perfetta facciata nasconde paure e loschi segreti. Consigliato a chi ama leggere tra le righe.
Betibù
La Maravillosa è un Country Club, quartiere chiuso e controllato da guardiani e severe misure di sicurezza, con campo da golf e lussuose abitazioni: un microcosmo dove sembra sia obbligatoria la serenità, se non proprio la felicità. Ma la vita del prestigioso club viene sconvolta quando, nella sua lussuosa villa, Pedro Chazarreta viene trovato con la gola tagliata e un coltello in mano. Il presunto suicidio, però, suscita dubbi, e un giornale si ostina a voler approfondire la vicenda. Vengono incaricati di indagare Nurit, detta Betibú, scrittrice, considerata la "dama nera" delle lettere argentine, e un giovane cronista inesperto. I due sono affiancati da Jaime Brena, un altro giornalista molto più navigato, ma messo da parte perché considerato anziano; insieme formano un'improbabile ma riuscitissima squadra d'investigazione. Pian piano il mistero si infittisce, i tre scoprono che la morte di Chazarreta è legata ad altre morti, apparentemente accidentali, di alcuni suoi vecchi compagni di scuola, uniti da un oscuro passato e da un orribile crimine. E ora qualcuno sembra essersi preso il disturbo di vendicare quest'antica hybris. Chi si nasconde dietro questa intricata faccenda?
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Anno edizione:2012
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Patrizia 06 marzo 2026
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RS 23 febbraio 2022Per gli amanti del giallo
Un romanzo giallo piacevole, linguaggio semplice, scorrevole, avvincente: come tutti i libri dell'autrice. Da leggere non solo sotto l'ombrellone...
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Formalmente si tratta di un giallo, ma va oltre, affrontando alcuni temi importanti: la verità e di conseguenza la riflessione sui meccanismi della stampa, il femminismo e la riflessione sulla letteratura (nella contrapposizione tra letteratura "commerciale" e libri seri). A partire dalla riflessione sulla figura di Betty Boop, e quindi sulle donne flapper, si apre tra le righe tutto un discorso sul ruolo delle donne in generale. Ho trovato questa lettura estremamente piacevole e con un tocco in più rispetto ai classici gialli, sicuramente più sterili.
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