Il cuore del libro sta proprio nella potente e amara metafora di Batka. L'animale non nasce con il razzismo nel sangue, ma è la vittima di un condizionamento umano spietato. Mostra quanto la violenza e il fanatismo siano contagiosi, capaci di infettare chiunque e di cambiare semplicemente bersaglio invece di estinguersi. Romain Gary scrive con una scrittura incalzante, un'ironia graffiante e una disillusione totalmente priva di buonismi. Non risparmia nessuno: né il razzismo sistemico, né le ipocrisie del radicalismo di facciata. Un libro grande, necessario e tremendamente attuale che lascia un amaro in bocca, costringendoci a riflettere su come nascono e si tramandano i nostri pregiudizi. Da leggere assolutamente.
Cane bianco
È il 17 febbraio 1968 e in uno di quegli appartamenti di lusso di Beverly Hills, in cui si asserragliano i divi del grande schermo, si aggira Romain Gary. Gary trascorre buona parte del suo tempo a scrivere e a prendersi cura del piccolo zoo domestico trasportato da Parigi: il gatto birmano Bruno e la sua compagna siamese Mai; la vecchia gatta di strada Bippo, che allunga un colpo di artigli ogni volta che qualcuno cerca di accarezzarla; il tucano Billy-Billy e Sandy, un grande cane giallo, un cucciolone ingenuo. Intorno a mezzogiorno, un abbaiare risuona da dietro la porta. Gary va ad aprire e scorge sulla soglia Sandy, la coda tra le gambe, il muso a fil di terra, e, accanto a lui, un imponente pastore tedesco dal pelo grigio screziato di bianco e una bella testa. Un pomeriggio di qualche settimana dopo, però, Batka riserva la prima sorpresa: latrati irregolari, rapidi e rabbiosi, bava alla bocca, uno spaventoso sguardo carico d'odio soltanto perché un operaio di colore, addetto alla pulizia dei filtri della piscina, è apparso al suo cospetto. Batka è, infatti, un white dog, un cane bianco, una di quelle bestie addestrate nell'America razzista della fine degli anni Sessanta a dare la caccia ai neri... Appartenente alle opere del ciclo americano di Romain Gary, "Cane bianco" è il romanzo di uno scrittore russo-francese, profondamente intriso di spirito europeo, sulla "democrazia americana".
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Anno edizione:2009
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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sara 09 settembre 2026Attuale
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Massimo 09 ottobre 2025Cane bianco
Libro ben scritto, tratta con grande energia argomenti complessi come la difficile convivenza bianchi-neri negli USA. Dagli anni 60 di Romain Gary ad oggi ancora irrisolti. Non va oltre questo, purtroppo.
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viranto 01 giugno 2025scritto oggi
Romain Gary lo leggo sempre con passione mi sembra persino banale far presente quanto siano costantemente attuali i suoi personaggi compreso se stesso, c'è un passaggio di questo libro che voglio sottolineare: "bisognerebbe fare uno studio approfondito sugli individui traumatizzati dai mass media, che vivono di atmosfere drammatiche, le intensificano e le sfruttano, facendo nascere un bisogno continuo di avvenimenti spettacolari" (pag. 170). Drammaticamente attuale.
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