Ci sono libri che ti pesano sulle mani e così voluminosi che pensi ”Non lo finirò mai! ". E a volte sono proprio quelli che, una volta terminati, vorresti rileggerli da capo perché i personaggi di cui hai letto, ti mancano, come se fossero persone che hai conosciuto ed ora stai lasciando. Pochi libri mi hanno fatto questo effetto. Uno di questi è “Un cappello pieno di ciliegie”. Nelle sue righe, Oriana racconta la storia del suo albero genealogico. E lo fa attraverso persone che hanno vissuto la storia e la propria vita in maniera così profonda, da lasciare tracce indelebili. È una lettura emozionante perché la vita di quelle persone trasmette sensazioni forti. Ovviamente il merito è di Oriana che scrive in maniera così coinvolgente.
Un cappello pieno di ciliege
Interrotto all'indomani dell'11 settembre per l'urgenza di scrivere in risposta al drammatico volgere degli eventi, questo romanzo resta come un punto fermo nella vita di Oriana Fallaci, una fine genealogia che rende onore ai predecessori, un incrollabile atto d'amore verso le proprie radici.
«Ora che il futuro s'era fatto corto e mi sfuggiva di mano con l'inesorabilità della sabbia che cola dentro una clessidra, mi capitava spesso di pensare al passato della mia esistenza: cercare lì le risposte con le quali sarebbe giusto morire.»
Questa immersione nel passato dà vita a "Un cappello pieno di ciliege", l'ultimo, grandioso e incompiuto, romanzo-affresco di Oriana Fallaci, un'epopea familiare che copre due secoli di storia della propria famiglia. La scrittrice rievoca un mondo che comincia nel Settecento, tra un'antenata messa al rogo dall'Inquisizione per aver cucinato carne in Quaresima e un bisavolo rapito dai pirati di Algeri, e si proietta fino al bombardamento di Firenze del 1944, nel quale andrà distrutta anche la cassapanca con i cimeli delle generazioni di Fallaci, Launaro, Cantini . La cronaca familiare si trasforma così in "una fiaba da ricostruire con la fantasia E tutti quei nonni, nonne, bisnonni, bisnonne, arcavoli e arcavole, insomma tutti quei miei genitori, diventarono miei figli. Perché stavolta ero io a partorire loro, a dargli anzi ridargli la vita che essi avevano dato a me".
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Anno edizione:2026
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Primo libro letto della Fallaci. Bellissimo, scorrevole anche nella parte "storica". Lo consiglio!
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valentina errico 09 settembre 2012
Libro splendido, letto d'un fiato nonostante la mole importante .... È un come un film ad episodi di Verdone, ma con una prospettiva molto più ampia
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