"È in un kösk appartenuto a mia nonna che ho passato tutte le estati della mia infanzia as Istanbul. Ed è in questa città cosmopolita che ho vissuto una parte importante della mia vita, il cui ricordo è inscindibile dalla possibilità di qualunque racconto" È un album dei ricordi, quello che l'attrice Serra Ylmaz dona ai suoi lettori, in questo libro che si legge d'un fiato, ricordi visivi, di una Istanbul lontana nel tempo - le sue strade, le sue case, le piazze e i suoi cieli- , ma anche uditivi - nell'eco delle voci dei mercanti, degli schiamazzi dei bambini, delle storie passate di bocca in bocca - e olfattivi, come le ricche e preofumate e colorate ricette che la nonna preparava nel suo Kösk, antica abitazione tipica turca in legno. È da quella Madeleine che Serra fa partire il racconto di una storia che abbraccia una vita intera, la sua e quella della sua famiglia, in uno sfondo a tratti atavico e irraggiungibile di una Istanbul fiabesca e diversa da quella di oggi, con quell' odore di mare intenso e inebriante "che invadeva le narici e si sentiva in molte parti della città, anche lontano dalla costa". Un'ode alle proprie origini, dunque, e a Istanbul, città che "sa consolarsi da sola, reagire al cemento, al sovraffollamento, al progresso che la ferisce, restando comunque uno scrigno di splendore affacciato sul mare delle nostre vite".
Cara Istanbul
«Chissà se è la sorte di chi nasce in una città come Istanbul quella di sentirsi a casa in due luoghi diversi. Chissà se è stata la mia città a ispirarmi questa via. O forse doveva solo capitare così nel mio destino. Lo chiederò la prossima volta in cui mi leggeranno i tarocchi. O magari la risposta spunterà fuori dai fondi del mio prossimo caffè.»
«In queste pagine ho ritrovato la Istanbul di un tempo, la nostra meglio gioventù.» - Ferzan Özpetek
Come si racconta la città dell'infanzia, soprattutto quando quella città è Istanbul, luogo leggendario e carico di storia? Serra Yilmaz sceglie di farlo affiancando, come in un album di ricordi, i quartieri, le strade, le case in cui ha vissuto, quando Istanbul già enorme aveva solo un milione di abitanti, e non venti come oggi. Leggendo queste pagine sembra di ascoltare una voce che, accanto alla stufa di maiolica in un inverno rigido o affacciata in una calda serata a una terrazza sul Bosforo, ricostruisce e fa rivivere le voci e gli odori di un angolo di mondo che come pochi altri è stato travolto e mutato dal progresso e dal turismo. La voce, inconfondibile, è quella di Serra, attrice turca tra le più celebri, amatissima dal pubblico italiano, che l'ha conosciuta sul grande schermo nei film di Ferzan Özpetek. In questa sorta di «autobiografia attraverso persone, case e quartieri» scopriamo così le lunghe estati dalla nonna nella sponda asiatica della città, tra spiagge e giardini; il rapporto coi genitori, le amicizie e gli amori di gioventù, le prime esperienze di lavoro, l'emergere della passio- ne per la Francia, per l'Italia, per il teatro, e ancora le partenze e i ritorni da un luogo «il cui ricordo è inscindibile dalla possibilità di qualunque racconto». Il tutto ben condito da un'ironia caustica, da aneddoti picareschi, anelli smarriti e ritrovati, donne senza ombelico, da una certa superstizione levantina contro il malocchio, da un ritmo magmatico e incalzante e, perché no, da qualche ricetta tipica (la cucina è per Serra una passione antica...).
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Anno edizione:2026
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Ale 26 giugno 2026Leggero
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ormos 12 maggio 2026
L'attrice Serra Yilmaz racconta la sua Istanbul, città dell'infanzia e del ritorno in età matura. Quella che oggi conosciamo come una metropoli da 20 milioni di abitanti era, negli anni '50, un grande centro urbano di appena 1 milione, in cui i quartieri avevano ancora una loro identità e gli odori tipici della tradizione culinaria si diffondevano trasportati dalla brezza proveniente dal Bosforo. La Yilmaz ripercorre dunque gli episodi e le tappe più salienti, dai primi anni di vita all'adolescenza, che lei stessa definisce dorata, ai momenti che hanno segnato la sua formazione, prima come rappresentante nell'organizzazione per la pace e poi nel campo della recitazione. Ricordi, ricette, amicizie e amori, con un velo di malinconia per gli affetti venuti a mancare e un po' di nostalgia per una città così cambiata.
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