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Descrizione


A fine Ottocento, l'invenzione della bicicletta rivoluzionò, ancor più del treno, i trasporti di massa e la società stessa. Primo vero mezzo meccanico di trasporto individuale, poté garantire una libertà di movimento e d'azione negata per secoli all'uomo comune, a quell'"uomo della strada" che fino ad allora di strada ne aveva fatta ben poca. La bicicletta rappresentò per protofuturisti come Jarry l'incarnazione dell'"uomo-macchina", uno "steam-cyborg" a pedali in cui gambe, telaio e manubrio si fondevano perfettamente in un prodigioso miracolo tecnico-atletico. Il giornalista Giffard, uno degli inventori del Tour de France, profetizzò giustamente il declino del cavallo e l'avvio di una nuova era. Ma la bicicletta fu anche l'inizio della liberazione della donna. Telaio e pedali le concessero il privilegio dei pantaloni, entusiasmando Stéphane Mallarmé e allarmando il pioniere della sessuologia ciclotrasportata Ludovic O'Followell sui pericoli presentati dall'eccitante sellino e dal suo continuo sfregamento. E rappresentò anche un modo per appropriarsi del paesaggio urbano e agreste, come ci raccontano sia Jarry sia Zola e Clemenceau, nelle loro nostalgiche narrazioni di idilliache pedalate sul pavè parigino o sulle polverose strade di una Francia non ancora assalita dall'asfalto.
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Dettagli

2010
18 settembre 2009
140 p., ill. , Brossura
9788888865935

Conosci l'autore

Alfred Jarry

1873, Laval

(Laval 1873 - Parigi 1907) scrittore francese. Condusse una vita eccentrica e sregolata, identificandosi in parte con i suoi personaggi, e morì alcolizzato. Ottenne un successo di scandalo con Ubu re (Ubu roi, 1896), commedia satirica, originariamente concepita come spettacolo di marionette, che colpisce la stupidità e la violenza delle convenzioni sociali. A essa J. diede un seguito con Ubu incatenato (Ubu enchaîné, 1900), dove è ripreso lo stesso personaggio-maschera, grandiosamente negativo, dell’opportunista avaro e prepotente. La ricerca espressiva di J., marginale ma non estranea alla contemporanea esperienza dei simbolisti − basata su un ardito intreccio di comicità e di lirismo e su un gusto della deformazione verbale che ricorda...

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