Avevo visto tempo fa il film tratto da questo romanzo e non mi aveva particolarmente convinto: bravi gli attori, ma l’avevo trovato troppo sbrigativo. Sono quindi contento di essere stato “costretto” a leggere il libro, perché altrimenti mi sarei perso una storia che ho trovato profonda, dolorosa e sorprendentemente coinvolgente. Marco Carrera, il protagonista, potrebbe essere facilmente scambiato per un uomo passivo, quasi patetico, incapace di prendere in mano la propria vita. La lettura del romanzo mi ha fatto invece vedere tutt’altro: è un uomo che, davanti alle continue difficoltà, rimane. Rimane accanto ai genitori, alla figlia e alla famiglia anche quando avrebbe avuto molte occasioni per scappare e rifarsi una vita altrove. Proprio come il colibrì, che resta immobile consumando enormi quantità di energia, Marco diventa il perno di una famiglia che lentamente si disgrega. Ho apprezzato moltissimo anche la struttura narrativa. Veronesi racconta la vita di Marco saltando continuamente avanti e indietro nel tempo, attraverso ricordi, lettere e avvenimenti che progressivamente si incastrano. Una struttura che inizialmente può disorientare, ma che finisce per risultare perfetta per raccontare una vita e, soprattutto, il funzionamento della memoria. È un romanzo pieno di dolore, lutti, incomprensioni e occasioni perdute, ma non è un libro disperato. Al contrario, trasmette un messaggio di speranza: anche dopo gli urti più devastanti, la vita continua. La lettura mi ha permesso inoltre di comprendere quanto il film avesse inevitabilmente sacrificato della complessità dei personaggi e delle loro relazioni. Ora capisco perché Il colibrì abbia vinto il Premio Strega. Un romanzo che non racconta soltanto una vita, ma racconta la difficoltà e, allo stesso tempo, la forza di rimanere quando sarebbe molto più facile scappare.
Libro vincitore del Premio Strega 2020
Un romanzo potentissimo che incanta e commuove sulla forza struggente della vita.
Miglior libro dell'anno 2019 per «La Lettura».
«Veronesi racconta con sapienza la crudeltà del vivere e, inevitabilmente, del morire soffrendo, ma lascia una porta aperta che riguarda chi verrà dopo a portare la pace e il benessere, un’età dell’oro, in un mondo finalmente ibrido e affratellato» – Robinson
«Di questo libro si dirà che è un capolavoro» – Marco Missiroli
«Il colibrì andrebbe lanciato nello spazio per far sapere agli extraterrestri come eravamo, come siamo stati, come avremmo voluto essere. Da questo romanzo, pieno di coincidenze e collisioni fatali e maligne, si esce imparando la lezione più difficile, quella di morire restando vivi» – Antonio D’Orrico, Corriere della Sera
«Uno dei romanzi più belli degli ultimi dieci anni» – Vincenzo Mollica
Il colibrì è tra gli uccelli più piccoli al mondo; ha la capacità di rimanere quasi immobile, a mezz'aria, grazie a un frenetico e rapidissimo battito alare (dai 12 agli 80 battiti al secondo). La sua apparente immobilità è frutto piuttosto di un lavoro vorticoso, che gli consente anche, oltre alla stasi assoluta, prodezze di volo inimmaginabili per altri uccelli come volare all'indietro... Marco Carrera, il protagonista del nuovo romanzo di Sandro Veronesi, è il colibrì. La sua è una vita di perdite e di dolore; il suo passato sembra trascinarlo sempre più a fondo come un mulinello d'acqua. Eppure Marco Carrera non precipita: il suo è un movimento frenetico per rimanere saldo, fermo e, anzi, risalire, capace di straordinarie acrobazie esistenziali. Il colibrì è un romanzo sul dolore e sulla forza struggente della vita, Marco Carrera è - come il Pietro Paladini di "Caos Calmo" - un personaggio talmente vivo e palpitante che è destinato a diventare compagno di viaggio nella vita del lettore. E, intorno a Marco Carrera, Veronesi costruisce un mondo intero, una galleria di personaggi indimenticabili, un'architettura romanzesca perfetta come i meccanismi di un orologio, che si muove tra i primi anni '70 e il nostro futuro prossimo - nel quale, proprio grazie allo sforzo del colibrì, splenderà l'Uomo Nuovo.
Proposto per il Premio Strega 2020 dall'Accademia degli Scrausi:
«IL romanzo che viene presentato
COmincia con un segno beckettiano
LIbrandosi da Roma (e poi lontano,
BRÌndando alla forza del passato:
Si alza in volo). Un Miraijin neonato
Arriva tra i righi (e si ritrae, piano:
Nasce al presente di un nuovo italiano;
Donna è il futuro qui prefigurato).
Racconti di luce e fili inventati;
O di voci: e distese di sabbia;
VErità atroci esibite e non viste.
ROcce di pagine e suicidi a strati
NEgli anni sospesi. E un'unica gabbia
SI sogna da sola un sorriso triste.
L'Accademia degli Scrausi presenta al Premio Strega 2020 Il Colibrì (La Nave di Teseo) di Sandro Veronesi. Anche solo per ricordare agli Amici della Domenica la forza commovente del suo protagonista Marco Carrera. Preghiamo per lui e per tutte le navi in mare.»
Venditore:
Informazioni:
<p>in 8, 368 pagine, brossura, manca la fascetta editoriale</p> Ottimo (Fine) 9788834600474.
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Anno edizione:2019
Il colibrì
Oggi vi voglio raccontare di un libro che ho amato, "Il colibrì" di Veronesi. "Il colibrì" ha vinto il Premio Strega nel 2020, un premio che di solito fa schizzare in classifica un libro, ed è quello che è successo. Vi racconto che cos'è un colibrì: il colibrì è un uccello che sbatte tantissimo le sue ali ma rimane immobile, ed è esattamente quello che fa il protagonista di questo libro. La sua vita è un susseguirsi di eventi decisi, fondamentalmente non da lui perché non ha coraggio di prendere le decisioni, ma dalle persone che gli stanno attorno. La struttura narrativa è molto interessante, giocata su dei flashback con delle lettere che ci aiutano a ricostruire la sua vita. A chi lo consiglio? A quelli che amano sentimenti intensi, amicizia, anche l'importanza dei figli.
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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andrea 24 agosto 2026Una vita intera per imparare a resistere
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Fab88 05 gennaio 2025storia meravigliosa
Gran bella penna Veronesi. Ho letto questo libro quasi tutto d’un fiato e mi ha sorpreso letteralmente. Bellissima la trama. Consigliato. Il film non rende come il libro.
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Skejjia 01 gennaio 2025mi aspettavo di più
Un libro scritto molto bene, ma con un finale davvero troppo drammatico e deludente ... forse le mie aspettative erano troppo alte ma alla fine mi ha lasciato amaro in bocca
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