Carofiglio scrive in maniera magistrale, e questo è risaputo. Si tratta di un saggio piuttosto scorrevole sull’utilizzo delle parole. La critica alla destra non è nascosta: viene fatta in una maniera sana e costruttiva. Consiglio veramente a tutti questo libro.
Con parole precise. Manuale di autodifesa civile
Le parole non sono mai neutre. Saper distinguere quelle che mistificano da quelle che illuminano significa difendere lo spazio comune della verità e della democrazia.
«Dare il nome giusto alle cose può essere un gesto rivoluzionario.»
«Questo libro è una specie di medicina dello spirito.» - Corrado Augias
Le parole possono chiarire o confondere, costruire realtà condivise o generare illusioni tossiche. Occuparsi del linguaggio e della sua qualità non è dunque un lusso da intellettuali o una questione da accademici. È un dovere cruciale dell’etica pubblica. In questo libro Gianrico Carofiglio ci guida dentro l’officina della comunicazione politica e civile, mostrando come slogan, metafore e cornici linguistiche possano diventare strumenti di manipolazione o, al contrario, di liberazione. Partendo da esempi concreti – dai comizi di Trump alle retoriche dell’odio, dalle tecniche della propaganda alle parole oscure del diritto – Carofiglio insegna a riconoscere le trappole del linguaggio e a disinnescarle con chiarezza, rigore e immaginazione. Questa nuova edizione, aggiornata e ampliata, si presenta come un vero e proprio manuale di autodifesa civile: un invito a esercitare il pensiero critico, a scegliere le parole giuste, a non cadere nell’ipnosi della lingua manipolata. Perché la qualità del discorso pubblico è la qualità della nostra democrazia.
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Anno edizione:2025
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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iena17 04 gennaio 2026eccellente
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txitf 04 gennaio 2026
non male, bel libro
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Pavel 28 dicembre 2025Incoerenza
Un'operazione furba, tanto quanto ciò che Carofiglio intende criticare. Camuffando dal titolo ("con parole precise") i propri intenti, l'autore, con indubbia maestria, utilizza argomenti come "uso delle metafore", "perimetro del campo da gioco", "concretezza", per attaccare, neppure tanto velatamente il populismo e la destra, ignorando, dissolvendo o facendo apparire quantomeno "ingenui" gli identici meccanismi utilizzati dalla sinistra (si veda, ad esempio, il riferimento a Bersani, a pag.34, tale da farlo apparire un mero dilettante). Carofiglio è uomo di centrosinistra ed è giusto che difenda le proprie idee. Meno lo è che spacci per opere culturali, che come tali dovrebbero essere super partes, mere operazioni propagandistiche perché, così facendo, non fa che entrare in cortocircuito con se stesso, abbracciando e facendo propri i meccanismi che, solo formalmente, critica.
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