Cuore di cane
Nella Mosca dei primi anni Venti, il cane randagio Šarik vaga solo, affamato e malconcio per le strade della capitale sovietica, quand’ecco che incappa nel professor Preobraženskij, scienziato di fama mondiale ostile al nuovo governo, che lo accoglie nella propria abitazione. Ma il luminare non è mosso da compassione: con l’aiuto del dottor Bormenthal, suo fido assistente, sottopone il cane a un folle esperimento – il trapianto dell’ipofisi e dei testicoli di un uomo morto – che finisce per trasformarlo in una creatura dall’aspetto umano ma ancora contraddistinta da pulsioni animalesche. Ecco allora susseguirsi una serie di situazioni tragicomiche e grottesche che portano scompiglio nella casa del professore, il quale presto si pente della sua velleità prometeica: la creatura infatti, che inizia a farsi chiamare Šarikov, si rivela volgare, dedita all’alcol e imbevuta di retorica marxista, tutte caratteristiche tipiche dell’“uovo nuovo” bolscevico tanto disprezzato da Preobraženskij. Scritto nel 1925 ma apparso postumo solo molto tempo dopo la morte dell’autore, “Cuore di cane” è un mirabile esempio di letteratura satirica, negli anni in cui Stalin cominciava ad attuare la sua grande repressione, anche culturale, ai danni della vecchia élite, cui lo stesso Michail Bulgakov apparteneva.
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Autore:
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Collana:
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Anno edizione:2026
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Formato:Tascabile
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