La dottrina non scrivibile
La tradizione platonica vuole che il fondatore dell’Accademia abbia riservato il nucleo più intimo del suo insegnamento a un profondo e imperscrutabile, vitale silenzio. Rubricata sotto l’accezione celeberrima di “dottrine non scritte” (ἄγραφα δόγματα), tale coscienza riguarda l’apice stesso della speculazione metafisica. Questa vetta non si lascia mai irrigidire nella forma statica del segno letterale, perché consiste nell’imperitura dialettica della verità, che è sempre vita vissuta e amore per la sapienza. Di qui il bisogno di addentrarsi nelle implicazioni abissali possedute dalla negazione e dal negativo, rispetto agli orizzonti di senso e di fondazione propri dell’essere. Attraverso il discernimento sulla nota affermazione spinoziana “omnis determinatio est negatio”, le suggestioni del pensare conducono lungo i sentieri di un’interrogazione sempre più radicale. Sul ciglio di tali pendii, l’eredità platonica si disvela infine quale dottrina non-scrivibile: ἄγραπτον δόγμα.
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Anno edizione:2026
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