Ecologia della paura
La foresta ascolta. Il fiume osserva. E qualcosa, nella Natura, aspetta L'essere umano da molto più tempo di quanto l'uomo immagini.
Un'isola deserta sul Danubio dove i salici sembrano animarsi nel vento. Le foreste del Canada attraversate da una presenza antica che lascia tracce impossibili sulla neve. Un uomo che si perde tra i ghiacci inseguendo un richiamo senza nome. Nei racconti di Algernon Blackwood la Natura si rivela come forza viva, remota, imperscrutabile, davanti a cui l'essere umano scopre tutta la propria fragilità. Questa antologia riunisce alcuni dei testi più celebri del maestro del weird, da I salici a Il Wendigo, seguendo un percorso visionario che anticipa l'eco-horror contemporaneo. Boschi, acqua e neve custodiscono presenze che non hanno nulla di umano e che sembrano appartenere a un ordine più antico, indifferente ai desideri e alle leggi degli uomini. Amato da Lovecraft e Stephen King, Blackwood costruisce un orrore atmosferico e mentale, fatto di dettagli minimi, silenzi e percezioni alterate. Le sue storie procedono come un'incursione nel selvatico, dove il confine tra allucinazione e realtà si assottiglia fino a sparire. E quando accade, il mondo naturale smette di essere familiare e diventa altro, qualcosa di sconosciuto e ostile.
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Anno edizione:2026
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