mi ha fatto tornare la passione per la lettura e superare il blocco del lettore. travolgente e a tratti emozionante
Eleanor Oliphant sta benissimo
Una protagonista in cui tutti possono riconoscersi. Una storia di resilienza, di forza, di dolore, di speranza. Un grande romanzo con una grande anima.
Mi chiamo Eleanor Oliphant e sto bene, anzi: sto benissimo.Non bado agli altri. So che spesso mi fissano, sussurrano, girano la testa quando passo. Forse è perché io dico sempre quello che penso. Ma io sorrido. Ho quasi trent'anni e da nove lavoro nello stesso ufficio. In pausa pranzo faccio le parole crociate. Poi torno a casa e mi prendo cura di Polly, la mia piantina: lei ha bisogno di me, e io non ho bisogno di nient'altro. Perché da sola sto bene. Solo il mercoledì mi inquieta, perché è il giorno in cui arriva la telefonata di mia madre. Mi chiama dalla prigione. Dopo averla sentita, mi accorgo di sfiorare la cicatrice che ho sul volto e ogni cosa mi sembra diversa. Ma non dura molto, perché io non lo permetto. E se me lo chiedete, infatti, io sto bene. Anzi, benissimo. O così credevo, fino a oggi. Perché oggi è successa una cosa nuova. Qualcuno mi ha rivolto un gesto gentile. Il primo della mia vita. E all'improvviso, ho scoperto che il mondo segue delle regole che non conosco. Che gli altri non hanno le mie paure, non cercano a ogni istante di dimenticare il passato. Forse il «tutto» che credevo di avere è precisamente tutto ciò che mi manca. E forse è ora di imparare davvero a stare bene. Anzi: benissimo.
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Edizione:8
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Anno edizione:2022
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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vittoria.corsolini 17 gennaio 2026magnifico!
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Laura 14 gennaio 2026
Ho apprezzato molto questo libro nonostante una prima metà un po’ lenta e prolissa. Vale davvero la pena resistere e proseguire nella lettura perché la storia evolve in modo splendido. Eleanor è un personaggio meraviglioso e costruito così bene che diventa impossibile non affezionarcisi ed entrare in totale empatia con lei.
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elisaT 21 ottobre 2025Percorso introspettivo catartico nella solitudine
Non è un romanzo: è una soglia. Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman è stato per me un viaggio di catarsi, una discesa gentile nei territori della mia solitudine. Leggerlo è stato come entrare in una stanza chiusa da anni, dove la polvere non è abbandono ma memoria, e il dolore non grida: sussurra con compostezza. Eleanor non è strana: è sacra. I suoi gesti ripetuti, le frasi scolpite come amuleti, i pasti rituali del venerdì… tutto in lei è liturgia di sopravvivenza. In lei ho riconosciuto emozioni che mi abitavano da tempo, silenziose e affilate. La sua solitudine non è vuoto, ma spazio protetto. La sua stranezza è verità non ancora tradotta. Raymond non è il salvatore, ma il testimone. La sua gentilezza non invade, non cura: ascolta. E in quell’ascolto, Eleanor fiorisce. E io con lei. Questo libro mi ha insegnato che la bontà è una forma di resistenza, che guarire non significa dimenticare, ma imparare a raccontarsi con voce propria. Eleanor è una sorella silenziosa che mi ha ricordato che anche le vite più spezzate possono rifiorire, se ascoltate con rispetto. Lo consiglio a chi ha vissuto nel margine, a chi ha ritualizzato il dolore per renderlo sopportabile, a chi cerca nella letteratura non una fuga, ma un ritorno a sé. È una lettura che non consola: consacra. ❤️
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