È un po' difficile scrivere la recensione del nuovo libro di Bannalec, perché in questo, come un po' nei precedenti, non vedo una crescita del protagonista: qui il commissario Dupin, per volere dell'autore, se ne sta a guardare panorami straordinari descritti per buona metà del romanzo, a cui ora si aggiungono anche le specialità culinarie del luogo. Però Dupin indaga, beve caffè, ha intuizioni e risolve il caso, ma il romanzo non si evolve, come non si evolve la sua situazione con la fidanzata che sta sempre lì ad aspettarlo, sapendo che il ruolo di Dupin lo porterà sempre a privileggire il lavoro. Unico spunto interessante del romanzo è il continuo accostamento de "Il cane giallo" di Simenon, da cui trae grandissima ispirazione.
Eredità bretone. Catena di delitti a Concarneau. Un caso per il commissario Dupin
Dupin si avvicinò di nuovo alla vetrata rotta. Si fermò solo poco prima del baratro e guardò in basso. Un brivido gli corse lungo la schiena.
«Le descrizioni di Bannalec sono così belle che anche il lettore vorrebbe essere bretone». - Westdeutsche Zeitung
«Misterioso, sofisticato ed emozionante». - BuchMagazin
Concarneau, vigilia di Pentecoste. L'estate bretone – vele colorate che penzolano pigre sul mare, cieli vibranti d'azzurro, una brezza mite che porta con sé l'odore del sale – sta per iniziare. La famosa "città blu" della Bretagna è pronta a tuffarsi nelle lunghe giornate di sole. Il commissario Georges Dupin vorrebbe fare altrettanto, e in particolare cenare finalmente da solo con la sua compagna Claire, ma una telefonata inattesa rompe quell'idillio. Non è il commissariato, e nemmeno uno dei suoi collaboratori, ma la signora Chaboseau, moglie dello stimato cardiologo locale. Il dottor Chaboseau è morto, precipitato dalla grande vetrata panoramica della sua mansarda, e ora giace nel cortile circondato da schegge di vetro che brillano come gioielli. Questa volta però alla vecchia Citroën XM di Dupin vengono quantomeno risparmiati i consueti chilometri, perché i coniugi Chaboseau abitano nel medesimo palazzo in cui ha sede l'Amiral, il ristorante dove il commissario ama recarsi per il suo piatto preferito, l'entrecôte. La violenta fine del medico scuote la buona società cittadina: Chabouseau apparteneva a una delle famiglie più influenti della zona, e né la moglie né i suoi più cari amici riescono a dare un senso a quel crimine. Perché di crimine si tratta, di questo Dupin è certo.
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Anno edizione:2025
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