I primi capitoli sono piacevoli e scorrevoli, poi piano piano raccontano la solita cosa quello che voleva raccontare in 100 pagine è stato scritto in 300 . Pesante e ripetitivo.
Fabbricante di lacrime
Ci sono cose che vale la pena proteggere. A volte da se stessi
Tra le mura del Grave, l’orfanotrofio in cui Nica è cresciuta, si raccontano da sempre storie e leggende a lume di candela. La più famosa è quella del fabbricante di lacrime, un misterioso artigiano dagli occhi chiari come il vetro, colpevole di aver forgiato tutte le paure e le angosce che abitano il cuore degli uomini. Ma a diciassette anni per Nica è giunto il momento di lasciarsi alle spalle le favole tetre dell’infanzia. Il suo sogno più grande, infatti, sta per avverarsi. I coniugi Milligan hanno avviatole pratiche per l’adozione e sono pronti a donarle la famiglia che ha sempre desiderato. Nella nuova casa, però, Nica non è da sola. Insieme a lei viene portato via dal Grave anche Rigel, un orfano inquieto e misterioso, l’ultima persona al mondo che Nica desidererebbe come fratello adottivo. Rigel è intelligente, scaltro, suona il pianoforte come un demone incantatore ed è dotato di una bellezza in grado di ammaliare, ma il suo aspetto angelico cela un’indole oscura. Anche se Nica e Rigel sono uniti da un passato comune di dolore e privazioni, la convivenza tra loro sembra impossibile. Soprattutto quando la leggenda torna a insinuarsi nelle loro vite e il fabbricante di lacrime si fa improvvisamente reale, sempre più vicino. Eppure Nica, dolce e coraggiosa, è disposta a tutto per difendere il suo sogno, perché solo se avrà il coraggio di affrontare gli incubi che la tormentano, potrà librarsi finalmente libera come la farfalla di cui porta il nome.
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Autore:
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Collana:
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Anno edizione:2025
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Michele 01 marzo 2026Deludente
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Marta 20 febbraio 2026Perplessa
Se lo avessi letto a sedici anni (target adatto per il romanzo), con ogni probabilità, questo libro mi avrebbe appassionata. Da lettrice adulta, ho trovato la scrittura scorrevole e, sebbene siano talvolta sovrabbondanti, ho apprezzato l'uso poetico che l'Autrice fa delle sinestesie. La storia però non mi ha coinvolta e la sua trama l’ho percepita, a tratti, sconnessa. Ho infatti avuto la percezione che, a monte, l’Autrice non avesse definito la sua evoluzione finendo per “adattarla” in corso d'opera. La narrazione, in particolare, si sofferma lungamente su parti non necessarie per poi accelerare ed essere approssimativa su quelle focali. C'è poi una discrasia nella personalità dei due protagonisti, che si manifesta con il linguaggio e le dinamiche tipiche di due adolescenti forzandoli (e, a parer mio, senza necessità) in comportamenti di due adulti navigati facendo venire meno anche l'essenza della storia.
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Giorgia 17 febbraio 2026MAI PIU'
Solitamente quando mi consigliano un libro l'esperienza che faccio nella lettura è sempre positiva, ma non posso dire lo stesso di questo libro. Un cringe unico, l'ho finito solo perchè non mi piace lasciare i libri iniziati sullo scaffale. Non appena ho potrò lo venderò a qualcuno.
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