Un libro che riunisce storia, sentimenti familiari e il potere terribile di affascinare persone deboli con esempi sbagliati.
La famiglia Karnowski. Ediz. integrale
Tre generazioni di ebrei, completamente assimilati alla società tedesca, si susseguono sotto la crescente e minacciosa ombra del nazismo. Questa intensa saga familiare si apre con David, il patriarca, che lascia la Polonia per trasferirsi nella civilissima Berlino e si considera "più tedesco dei tedeschi stessi"; il figlio Georg, che ha imparato dal padre a essere "ebreo in casa e tedesco fuori casa", diventa un famoso e richiestissimo medico, per poi perdere miseramente la sua credibilità, la professione, i suoi beni e ogni possibile illusione. La difficile esistenza che conduce il suo giovane figlio Jegor, eternamente in conflitto tra l'amore per la famiglia e l'odio profondo che nutre nei confronti di se stesso in quanto ebreo, conclude la parabola dei Karnovski. Affresco vivido e commovente della società ebrea in Germania tra l'inizio del secolo scorso e gli anni tra le due guerre mondiali, "La famiglia Karnovski" è riconosciuto come un grande classico della letteratura.
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Autore:
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Collana:
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Anno edizione:2018
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Pasquale 20 novembre 2025Romanzo coinvolgente
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MARTINA BIAGINI 28 novembre 2017
Il romanzo narra le vicende della famiglia Karnowski, immigrata dalla Polonia alla Germania, attraverso tre generazioni: il "patriarca" David, il figlio Georg e il figlio di Georg, Jegor. Il tutto mentre in Germania si fa strada il nazismo. Nonostante l'attenzione sia concentrata sui rapporti interpersonali dei membri della famiglia piuttosto che su scene di guerra o di torture nei lager, il conflitto è ben presente e irrompe di prepotenza nella vita dei Karnowski. Molto bello il rapporto conflittuale fra Georg e il figlio Jegor, che un po' mi ha ricordato il povero Svedese alle prese con la figlia Merry.
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Tre generazioni di ebrei trapiantati in Germania sotto la crescente e minacciosa ombra del nazismo. Dei tre protagonisti (padre, figlio e nipote) ho apprezzato più di tutti il figlio Georg, che passa da una gioventù fatta di vizi e sregolatezza ad una brillante carriera come medico in età adulta, fino a rimettersi completamente in gioco dopo essere emigrato in America. Ho trovato invece eccessivamente straziante il conflitto interiore di Jegor. Mi è piaciuto molto il modo in cui Singer analizza il rapporto conflittuale tra padre e figlio, fatto di incomprensioni facilmente sanabili ma che per la cocciutaggine dei protagonisti porta ad un totale distacco tra loro fino ad una tardiva riappacificazione. Finale struggente.
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