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Fiore di roccia
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Fiore di roccia - Ilaria Tuti - copertina
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Fiore di roccia Ilaria Tuti
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Descrizione

Vincitore del Premio Internazionale di letteratura città di Como VIII edizione - Sezione Narrativa Edita
Con Fiore di roccia Ilaria Tuti celebra il coraggio e la resilienza delle donne, la capacità di abnegazione di contadine umili ma forti nel desiderio di pace e pronte a sacrificarsi per aiutare i militari al fronte durante la Prima guerra mondiale. La Storia si è dimenticata delle Portatrici per molto tempo. Questo romanzo le restituisce per ciò che erano e sono: indimenticabili.

«Ilaria Tuti costruisce un romanzo teso in cui nessuna parola è superflua, nessuna descrizione "decorativa": le piaghe sulle spalle martoriate delle ragazze, gli occhi "bui" dei soldati, un pasto misero consumato in silenzio, le lacrime trattenute e le poche risate sono le (bellissime) tessere di un mosaico epico e scarno insieme.» - Corriere della Sera

«Quelli che riecheggiano lassù, fra le cime, non sono tuoni. Il fragore delle bombe austriache scuote anche chi è rimasto nei villaggi, mille metri più in basso. Restiamo soltanto noi donne, ed è a noi che il comando militare italiano chiede aiuto: alle nostre schiene, alle nostre gambe, alla nostra conoscenza di quelle vette e dei segreti per risalirle. Dobbiamo andare, altrimenti quei poveri ragazzi moriranno anche di fame. Questa guerra mi ha tolto tutto, lasciandomi solo la paura. Mi ha tolto il tempo di prendermi cura di mio padre malato, il tempo di leggere i libri che riempiono la mia casa. Mi ha tolto il futuro, soffocandomi in un presente di povertà e terrore. Ma lassù hanno bisogno di me, di noi, e noi rispondiamo alla chiamata. Alcune sono ancora bambine, altre già anziane, ma insieme, ogni mattina, corriamo ai magazzini militari a valle. Riempiamo le nostre gerle fino a farle traboccare di viveri, medicinali, munizioni, e ci avviamo lungo gli antichi sentieri della fienagione. Risaliamo per ore, nella neve che arriva fino alle ginocchia, per raggiungere il fronte. Il nemico, con i suoi cecchini – diavoli bianchi, li chiamano – ci tiene sotto tiro. Ma noi cantiamo e preghiamo, mentre ci arrampichiamo con gli scarpetz ai piedi. Ci aggrappiamo agli speroni con tutte le nostre forze, proprio come fanno le stelle alpine, i «fiori di roccia». Ho visto il coraggio di un capitano costretto a prendere le decisioni più difficili. Ho conosciuto l’eroismo di un medico che, senza sosta, fa quel che può per salvare vite. I soldati ci hanno dato un nome, come se fossimo un vero corpo militare: siamo Portatrici, ma ciò che trasportiamo non è soltanto vita. Dall’inferno del fronte alpino noi scendiamo con le gerle svuotate e le mani strette alle barelle che ospitano i feriti da curare, o i morti che noi stesse dovremo seppellire. Ma oggi ho incontrato il nemico. Per la prima volta, ho visto la guerra attraverso gli occhi di un diavolo bianco. E ora so che niente può più essere come prima.»
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Dettagli

2020
8 giugno 2020
320 p., Rilegato
9788830455344

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Il valore del sacrificio

Desidero ringraziare chi, nel tempo, ha consigliato questo libro, spingendomi così ad acquistarlo. É stata una lettura straordinaria, emozionante e intensa sin dalle sue prime battute. La storia delle Portatrici e con esse della guerra che travolge vite, anime e uomini, è intrisa di dovere e di coraggio, ma anche di dignità, emancipazione e speranza. Mentre si srotolano storie di uomini e donne intessute in una fitta trama di ossessioni, bisogni, paure e svolte personali ed emotive, le montagne si stagliano sullo sfondo diventando sempre più protagoniste del romanzo. Minacciano, proteggono, uccidono, salvano. La montagna detta il tempo alla guerra e quindi alla narrazione. Fiore di Roccia non è solo una storia di donne straordinarie e valorose. Fiore di Roccia racconta il mondo che cambia per colpa o grazie alla guerra che imperversa. Di uomini e donne che scoprono, nel buio più nero, il reciproco valore anche in un terreno, quello militare, ad appannaggio esclusivamente maschile. Una scoperta che perde ogni pregiudizio iniziale diventando una consapevolezza sempre più autentica e vera. Sono ancora emozionata dalla bellezza di questo romanzo che ho finito d'un fiato. Buona lettura ♥️

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Sil74
Recensioni: 5/5
Romanzo storico che sa fare il suo mestiere

"Il bel viso di lui è acceso da un languore che mi disgusta, i capelli ricadono sulla fronte umida. Il suo sudore è smania che affiora". Quando le parole, sono scelte e affiancate sapientemente, quando il loro scorrere l'una accanto all'altra diventa un'immagine nitida, una sensazione verace, un sentimento che sconquassa, allora quello è un buon libro. E questo lo è; è pieno di immagini, giornate e momenti che sembra di vivere insieme ai protagonisti. È un romanzo storico che sa fare il suo mestiere: raccontare in maniera coinvolgente gli accadimenti rendendoli vivi e riempiendo i fatti realmente accaduti con ciò che potrebbe essere stato, sottolineando quello che è stato taciuto o dimenticato. Un romanzo che narrando ti porta in luoghi e tempi che vuoi conoscere meglio; leggi e vuoi saperne di più su queste donne e la loro impressionante forza, su questi uomini e il loro volere incerto, su questi sentimenti veri e contraddittori, che sgorgano dalla necessità di vivere. In questo tempo strappato, vita e morte sono compagne, come uomini e donne, diavoli e santi, giusti e peccatori; niente è chiaro, netto, tutto è sfumato come i confini delle trincee, che in un certo punto sono terra di tutti e di nessuno. "Guardo questa madre che spende il tempo prezioso che le rimane nel tentativo di salvarci, invece di star con i suoi bambini e vedo, finalmente, Dio. Dio è qui ed è donna" Finito il libro rimani pervaso da quella soddisfazione che un lettore prova quando sa di aver fatto un'ottima scelta.

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Recensioni: 5/5

Mi è piaciuto tantissimo questo libro. Quella sulle portatrici era una parte della storia della prima guerra mondiale che non conoscevo sinceramente. Ilaria Tuti ha saputo raccontarla facendovi appassionare a questa storia ed ai paesaggi di montagna in cui di svolge. Vale la pena leggerlo. Lo consiglio!

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Ilaria Tuti

1976, Gemona del Friuli

Ilaria Tuti è nata a Gemona del Friuli, in provincia di Udine. Ha studiato Economia. Appassionata di pittura, nel tempo libero ha fatto l’illustratrice per una piccola casa editrice. Nel 2014 ha vinto il Premio Gran Giallo Città di Cattolica. Il thriller Fiori sopra l'inferno, edito da Longanesi nel 2018, è il suo libro d'esordio. Tra i suoi libri ricordiamo anche: Ninfa dormiente (Longanesi, 2019) e Fiore di roccia (Longanesi, 2020). Del 2021 il romanzo La luce della notte, il ritorno dell'amatissima Teresa Battaglia in un romanzo di rinascita e speranza. Nello stesso anno esce Figlia della cenere (Longanesi).Fonte immagine: credit P. Gurisatti.

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