I libri brillano sicuramente per l'orginalitá di ambientazione, storia e personaggi. Purtroppo peró la narrazione soprattutto nei primi due libri é lenta, tanto lenta, troppo. L'impressione è che venga raccontato un quadro, quindi qualcosa di immobile, che spesso é fin troppo immotivatamente dettagliato e sconclusionato. In certi punti, pochi, la storia é piú vivace e curiosa, ma non basta a risollevare il parere. I libri li ho letti leggendo anche altro nel mentre e impiegando in tutto diversi mesi a completare la lettura, altrimenti li avrei abbandonati da subito (perché non sopporto farlo). Comunque, se si decide di acquistare questa edizione bisogna essere consapevoli del fatto che é piuttosto scomoda da leggere, impossibile portarsela in giro.
Gormenghast. La trilogia
La trilogia fantasy cult qui riproposta in un unico volume
«Immaginate il Castello di Kafka in una delle regioni cartografate da Tolkien; immaginatelo progettato da Piranesi e descritto con l'empatia architettonica di Sebald, e poi fatene un mondo autosufficiente, come la fortezza Bastiani del Deserto dei Tartari; regolate quindi la vita dei suoi bizzarri abitanti (..) secondo le regole e i risultati del Gioco delle perle di vetro di Herman Hesse, offritevi finalmente a una prosa ipnotica ed ecolalica degna di Gombrowicz, e avrete un'idea, confusa ma efficace, della trilogia di Gormenghast.» - Michele Mari per Il VenerdìInvidiabile la sorte del lettore che affronta per la prima volta questo monolito letterario, unico per concezione e architettura. Castello-caverna che la natura ha divorato, o che ha divorato la natura, Gormenghast è in primo luogo un modo di vivere, di essere: è tutto. E dunque esclude per definizione il resto, tanto che chi lo abita non riesce neppure a immaginare una realtà esterna. A descriverlo non poteva essere che uno scrittore e illustratore di genio come Mervyn Peake, visionario estremo. L’avventura si snoda in tre atti. Nel primo assistiamo alla nascita di Tito, che minaccia mutamenti, quindi scandalo e rovina, in un reame che si nutre di una millenaria ragnatela di rituali. Peake imprime al racconto un moto magmatico che si riversa sui protagonisti e ne fa insetti mostruosi conservati nell’ambra, prima che ne affiorino turgidi rilievi. Dove trovare un cast di eccentrici più ricco, più dickensiano già dall’inventario dei nomi? Sepulcrio, Fucsia, Barbacane, Ferraguzzo, Floristrazio, Musotorto e molti altri. Il secondo atto introduce all’educazione di Tito, che ora ha sette anni: il che significa per lui affondare nelle pieghe di insidiose trame per il potere, in una battaglia epica senza esclusione di colpi. E il ritmo narrativo si adegua, con esiti sempre più cinematografici, per poi subire nel terzo scomparto un’ulteriore accelerazione: sfuggito a Gormenghast, il giovane muoverà i primi passi in un altrove che esiste davvero – ma non è in nulla migliore di quanto si è appena lasciato alle spalle.
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Collana:
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Anno edizione:2022
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Py87 05 novembre 2025Quadro gotico
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