Per quanto sia stata magistrale Jennifer Lawrence nel ruolo di Katniss, leggendo il libro ho preferito distaccare le due e dare alla nostra protagonista un’altra faccia. e ha funzionato alla grande. Amo ancora di più la Katniss che ha preso forma nella mia testa solo a seconda descrizione data dal libro. Più giovane (dell’attrice al tempo) e con quell’indole che tende a renderla controproducente ai fini della sua stessa incolumità. È imperfetta in maniera equilibrata e quindi credibile: una sedicenne a volte fredda e rigida, che non riesce a costringersi nel ruolo imposto dallo show business di Panem, e altre volte una testa calda che fa a capocciate perfettamente con quella di Haymitch. Ma è anche una sedicenne schizzinosa che fa fatica a sopprimere il disgusto quando vede delle ferite gravi—fuori o dentro l’arena, di uno sconosciuto o di Peeta—ma che riesce a tirare fuori le palle d’acciaio così quando ce n’è bisogno. Sulla vicenda in sé non ho niente da dire. Hunger Games è Hunger Games, dopotutto. Menzionerei solo il fatto che avrei dato più tempo narrativo alla settimana di preparazione ai giochi per rendere più percepibile la tensione nell’aria, dare poco più “screen time” a Haymitch e Effie, e soprattutto introdurre meglio gli avversari come Cato o Rue. Della morte di questa mi ha più emozionata il rituale funerario che la morte in sé. Purtroppo della Rue dei libri non me ne può fregar di meno. No non puoi smuovere la mia tenerezza sul fatto che sta cristiana ha solo una fionda e due bacche o perché le ricorda Prim. Piuttosto scatena più la mia rabbia verso Capitol e il mio senso protettivo verso lei facendo leva sulla sua età e situazione a casa. No invece la Collins ci ha menzionato il tutto in due righe e col discorso indiretto. Mi ricordavo anche più screen time per Peeta. Però ha senso così com’è. Un po’ scemino e ingenuo ma ha anche dei difetti
Hunger games
Sopravvive solo chi è più bravo, più forte, più furbo. Vincere significa fama e ricchezza. Perdere significa morte certa. Ma per vincere bisogna scegliere. Tra sopravvivenza e amore. Tra egoismo e amicizia.
Ogni anno, Capitol City organizza l'implacabile reality show al quale ogni distretto deve inviare due partecipanti: un ragazzo e una ragazza tra i dodici e i diciotto anni, che saranno lanciati nell'arena a combattere fino alla morte. Sopravvive solo chi è più bravo, più forte, più furbo. Vincere significa fama e ricchezza. Perdere significa morte certa. Ma per vincere bisogna scegliere. Tra sopravvivenza e amore. Tra egoismo e amicizia.
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Autore:
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Anno edizione:2023
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Formato:Tascabile
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Erika 09 marzo 2026
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gaia 15 febbraio 2026inaspettato
ho recuperato questa saga solo nel 2026, probabilmente sono anche fuori target ma la storia mi ha sorpreso; semplice, scorrevole e originale!!!
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Chiara 28 gennaio 2026Lettura consigliata
Mi ha fatto ritrovare il piacere di leggere. Con una scrittura semplice e una trama coinvolgente, affronta temi importanti come la lotta contro i regimi violenti e depersonalizzanti, la disparità di classe e l'avere il coraggio di restare fedeli ai propri ideali anche nelle situazioni più disperate.
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