Un'idea di Baudelaire
Ci sono testi che rappresentano dei meravigliosi rebus, che hanno il loro fascino anche nell’essere delle stratificazioni di varianti, delle selve di cancellature e riscritture. Non sono stati rifiniti dall’autore, non sono stati portati a una forma definitiva, che permetta di leggerli al di fuori del tempo della creazione. Eppure non possiamo non riconoscere questi testi come apici del genio dello scrittore in questione. Le pagine che qui presentiamo di Gianfranco Contini su Baudelaire, sulle Fleurs du Mal, sono un’avventura della mente, una vertiginosa caccia alla “pantera profumata” – quella inseguita da Dante nel De vulgari eloquentia – della poesia moderna, dei suoi rapporti complessi con la tradizione stilistica, retorica e, soprattutto, metrica. Dante come Baudelaire? L’antico e il moderno allo specchio?
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Anno edizione:2026
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