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Kafka sulla spiaggia
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Kafka sulla spiaggia - Haruki Murakami - copertina
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Kafka sulla spiaggia Haruki Murakami
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Descrizione

«Ci sono scrittori che restano giovani tutta la vita. Murakami ha quasi raggiunto i sessant'anni e su di lui si può tagliare perfettamente questo abito mentale: la gioventù. Straordinariamente giovane è il suo sguardo, giovani le sue parole (che noi leggiamo nella bella traduzione di Giorgio Amitrano), infantili certe sensazioni irreali, adolescenziali i suoi sogni. Il contenitore di tutto è una mente adulta che mescola la capacità di immaginare con quella di vedere la realtà e che racconta le sue storie con una limpidezza rarissima.»
dalla recensione di Wuz.it

«Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso. Per evitarlo cambi l'andatura. E il vento cambia andatura, per seguirti meglio. Tu allora cambi di nuovo, e subito di nuovo il vento cambia per adattarsi al tuo passo. Questo si ripete infinite volte, come una danza sinistra con il dio della morte prima dell'alba. Perché quel vento non è qualcosa che è arrivato da lontano, indipendente da te. È qualcosa che hai dentro. Quel vento sei tu. Perciò l'unica cosa che puoi fare è entrarci, in quel vento, camminando dritto, e chiudendo forte gli occhi per non far entrare la sabbia.»

Un ragazzo di quindici anni, maturo e determinato come un adulto, e un vecchio con l'ingenuità e il candore di un bambino, si allontanano dallo stesso quartiere di Tokyo diretti allo stesso luogo, Takamatsu, nel Sud del Giappone. Il ragazzo, che ha scelto come pseudonimo Kafka, è in fuga dal padre, uno scultore geniale e satanico, e dalla sua profezia, che riecheggia quella di Edipo. Il vecchio, Nakata, fugge invece dalla scena di un delitto sconvolgente nel quale è stato coinvolto contro la sua volontà. Abbandonata la sua vita tranquilla e fantastica, fatta di piccole abitudini quotidiane e rallegrata da animate conversazioni con i gatti, dei quali parla e capisce la lingua, parte per il Sud. Nel corso del viaggio, Nakata scopre di essere chiamato a svolgere un compito, anche a prezzo della propria vita. Seguendo percorsi paralleli, che non tarderanno a sovrapporsi, il vecchio e il ragazzo avanzano nella nebbia dell'incomprensibile schivando numerosi ostacoli, ognuno proteso verso un obiettivo che ignora ma che rappresenterà il compimento del proprio destino. Diversi personaggi affiancano i due protagonisti: Hoshino, un giovane camionista di irresistibile simpatia; l'affascinante signora Saeki, ferma nel ricordo di un passato lontano; Òshima, l'androgino custode di una biblioteca; una splendida prostituta che fa sesso citando Hegel; e poi i gatti, che sovente rubano la scena agli umani. E infine Kafka. "Uno spirito solitario che vaga lungo la riva dell'assurdo".
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Dettagli

1
2013
Tascabile
28 maggio 2013
514 p., Brossura
9788806216948
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Indice

Le prime frasi del romanzo

Il ragazzo chiamato Corvo

– E cosí il denaro sei riuscito a trovarlo? – chiede il ragazzo chiamato Corvo. Il modo di parlare è il solito, un po' strascicato. Come di uno che si è appena svegliato dopo una lunga dormita e ha i muscoli della bocca ancora intorpiditi. Ma il suo è solo un atteggiamento: in realtà è perfettamente sveglio. Come sempre.
Io annuisco.
– Quanto?
Rifaccio un'altra volta il calcolo a mente, quindi rispondo: – Circa quattrocentomila yen in contanti. Poi c'è ancora qualcosa che posso prelevare con la carta. Naturalmente non credo che basti, ma almeno per ora dovrei farcela.
– Non è male, – dice il ragazzo chiamato Corvo. – Almeno per ora.
Io annuisco.
– Però questi soldi non li hai certo ricevuti da Babbo Natale, o sbaglio? – dice.
– No, – rispondo.
Il ragazzo chiamato Corvo si guarda intorno, storcendo leggermente le labbra in una smorfia ironica.
– Non sarà che provengono dal cassetto di qualcuno, qualcuno molto vicino?
Non rispondo. Lui sa benissimo di chi è quel denaro, è ovvio. Non sta cercando di strapparmi una confessione. Mi sta semplicemente prendendo in giro.
– Beh, pazienza, – dice il ragazzo chiamato Corvo. – Quei soldi ti servono. Ti servono davvero. Devi averli. Qualsiasi mezzo è lecito: chiederli, prenderli in prestito di nascosto, rubarli… In ogni caso sono soldi di tuo padre. Con quelli, almeno per ora, ce la farai. Ma quando avrai finito quei quattrocentomila yen, come hai intenzione di muoverti? I soldi non crescono spontaneamente nel portafogli come funghi di montagna. Avrai bisogno di mangiare, e di un posto per dormire. A un certo punto i soldi finiranno.
– Ci penserò quando sarà il momento, – dico.
Ci penserò quando sarà il momento, – ripete il ragazzo, come soppesando le mie parole sul palmo della mano.
Io annuisco.
– Vuoi dire che cercherai un lavoro o qualcosa del genere?
– Forse, – dico.
Il ragazzo chiamato Corvo scuote la testa. – Ma quando imparerai qualcosa sulla vita? Come pensi che un ragazzo di quindici anni, in un posto lontano e sconosciuto, possa trovare un lavoro? Se non hai neanche finito la scuola! Chi ti darebbe un impiego?
Arrossisco leggermente. Sono uno che arrossisce subito.
– Mah, lasciamo perdere, – dice il ragazzo chiamato Corvo. – Non è il caso di fare un elenco dei problemi, prima ancora di cominciare. Ormai hai fatto la tua scelta. Adesso si tratta solo di metterla in pratica. E comunque sia, è la tua vita. Alla fine, sei solo tu a dover decidere.
Sí, comunque sia, questa è la mia vita.
– Ma d'ora in avanti, se non diventi piú tosto non ce la farai.
– Faccio del mio meglio, – dico.
– Certo, – dice il ragazzo chiamato Corvo. – In questi ultimi anni ti sei rafforzato molto, non si può negare.
Annuisco.
Il ragazzo chiamato Corvo continua:br>– Resta però il fatto che hai solo quindici anni. La tua vita è appena cominciata. Il mondo è pieno di cose di cui non sai niente. Cose che tu nemmeno ti immagini.
Siamo seduti come al solito l'uno accanto all'altro sul vecchio divano di pelle nello studio di mio padre. Al ragazzo chiamato Corvo questa stanza piace. Gli piacciono molto tutti i piccoli oggetti che ci sono. Adesso gioca con un fermacarte di vetro a forma di ape che ha tra le mani. Naturalmente, quando mio padre è in casa si tiene alla larga.
– Però, qualsiasi cosa succeda, – dico, – devo andarmene di qui. Su questo non si discute.
– Lo credo anch'io, – conviene il ragazzo chiamato Corvo. Posa il fermacarte sul tavolo, e incrocia le mani sulla nuca. – Però non pensare che questo risolverà tutto. Non per raffreddare il tuo entusiasmo, ma anche se vai piú lontano che puoi, non è detto che riuscirai davvero a fuggire da qui. Secondo me è meglio non fare troppo affidamento sulla lontananza.
Ci rifletto per qualche istante. Il ragazzo chiamato Corvo tira un sospiro, chiude gli occhi e si preme le palpebre con le dita.
– Facciamo il solito gioco, – dice, parlando nel buio.
– Va bene, – rispondo. Chiudo anch'io gli occhi e tiro un lungo respiro profondo.
– Sei pronto? Immagina una terribile tempesta di sabbia, – dice. – Dimentica completamente tutto il resto.
Seguendo le istruzioni, immagino una terribile tempesta di sabbia. Dimentico completamente tutto il resto. Dimentico perfino chi sono. Divento uno spazio bianco. Subito alcune visioni mi affiorano alla mente. Come sempre io e il ragazzo, sul vecchio divano di pelle nello studio di mio padre, dividiamo quelle visioni.
– Qualche volta il destino assomiglia a una tempesta di sabbia che muta incessantemente la direzione del percorso, – comincia.

Valutazioni e recensioni

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Annalisa
Recensioni: 5/5
Una scoperta

Con questo libro ho scoperto Murakami: avevo letto una citazione e mi aveva incuriosito. Non sono rimasta delusa: è un romanzo stupendo, un vero viaggio in un mondo lontano ma per certi versi vicino a noi. Sicuramente è qualcosa di diverso dai classici autori per lo stile e l'atmosfera che ti rapisce sin dall'inizio.

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Recensioni: 4/5

Lo diciamo senza mezzi termini, Kafka sulla spiaggia (2002) è un capolavoro di evocazione impressionista a qualsiasi livello lo si voglia considerare. Nella scrittura di Murakami convergono musica alta e musica intesa bassa in quanto popolare (da una parte Beethoven e dall’altra Prince) così come convergono cinema alto e cinema “basso” (da una parte Francois Truffaut e dall’altra Indiana Jones). Non solo, in questo mix postmoderno convergono pittura, poesia, libri vecchi e nuovi, filosofia ottocentesca e tragedia greca, suspense da romanzo mystery, umorismo, esasperazioni sessuali rubate di peso dalla profezia di Edipo, e diventano un unico flusso visionario di maledizioni e simboli, sesso, scene cruente e tenere, astrazioni introspettive come il miglior David Lynch… Questo insieme lo chiameremo Tesi. Una Tesi moderna che “esce fuori da sé” e si proietta su una Antitesi antica, quella delle tradizioni religiose giapponesi, e nella fattispecie dello shintoismo. Lo shintoismo di Murakami non ha niente a che fare con quello Imperiale, settario e di Stato. Semmai, attraverso le sue riflessioni sull’importanza della famiglia e sulla sacralità della natura, fonde la corrente templare (fondata sul culto all’interno dei templi jinja, a loro volta radunati sotto il manto della Chiesa Shintoista) con quella popolare (mai canonizzata e sempre in divenire). Alla fine di questa dialettica intesa in senso hegeliano, la Tesi popolare, rinata nell’Antitesi shintoista, “ritorna in sé” come Sintesi complessa e naturale allo stesso tempo. Che in fondo è lo stile stesso della scrittura di Murakami: profonda e semplice allo stesso tempo...

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Fabiana Carta
Recensioni: 3/5

E'il primo libro libro di Murakami che leggo, immaginate l'impatto con il suo mondo onirico! Chi ha letto tanti suoi libri mi ha confessato: Se avessi iniziato da Kafka sulla spiaggia non avrei continuato a leggere altre sue opere. Un commento che la dice lunga. Se amate l'intreccio classico, non leggetelo. Se non amate la fantasia, il sogno, l'immaginazione, non leggetelo. Se avete voglia di immergervi in qualcosa di diverso, leggetelo. La scrittura è molto scorrevole e lineare. La storia ha principalmente due voci narranti, che si alternano nei capitoli. Questo fatto mi ha un po'infastidito, perché interrompe il flusso narrativo e l'attaccamento al personaggio mentre racconta. In tutta la sua stranezza, alla fine, ci si affeziona ai personaggi.

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Haruki Murakami

1949, Kyoto

Murakami Haruki è nato a Kyoto ed è cresciuto a Kobe. È autore di molti romanzi, racconti e saggi e ha tradotto in giapponese autori americani come Fitzgerald, Carver, Capote e Salinger. Con La fine del mondo e Il paese delle meraviglie Murakami ha vinto in Giappone il Premio Tanizaki. Tra i libri pubblicati da Einaudi troviamo Dance Dance Dance, La ragazza dello Sputnik, Underground, Tutti i figli di Dio danzano, Norwegian Wood, L'uccello che girava le Viti del Mondo, Kafka sulla spiaggia, After Dark, L'elefante scomparso e altri racconti, L'arte di correre, Nel segno della pecora, I salici ciechi e la donna addormentata, 1Q84, A sud del confine, a ovest del sole, Sonno, L'incolore Tazaki Tsukuru e i suoi anni di pellegrinaggio, Uomini senza donne, Prigioniero...

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