Libello. Lampi ed endecasillabi
Le parole non casuali del titolo. "Libello" è il modo affettuoso con cui Dante chiamava la sua prima opera compiuta (Vita nova); "Lampi ed endecasillabi", invece, si riallacciano, rispettivamente, il primo termine ad una concezione fortemente pascoliana della poesia, il secondo alla ripresa dell'endecasillabo che ha segnato la storia della nostra tradizione letteraria. Dopo i primi quattro componimenti in versi liberi, la raccolta presenta: un sonetto, due componimenti in endecasillabi sciolti, alla maniera de I Sepolcri di Foscolo o de Il Giorno di Parini, un componimento in endecasillabi, contenuti in quattro quartine e ben undici poesie scritte nello schema metrico della canzone leopardiana (che alterna liberamente endecasillabi e settenari) cui ricorse il genio di Recanati agli inizi dell'Ottocento per modernizzare la canzone petrarchesca, e da allora caduto in disuso. L'unicità, nel moderno panorama editoriale e poetico, di quest'ultimo schema metrico (che qui si serve, però, di un lessico moderno) e la potenza suggestiva di versi, scritti da un appassionato conoscitore e cultore della nostra tradizione letteraria.
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Anno edizione:2025
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In commercio dal:24 gennaio 2025
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