(Montevideo 1868-1938) scrittore uruguayano. Figlio di ricchi proprietari terrieri, dopo alcuni anni trascorsi in Francia e in Spagna, si dedicò completamente alla letteratura, avendo come modelli Zola, da un lato, e i narratori decadenti francesi, dall’altro. In Beba (1894) rivisitò la storia di Madame Bovary, ambientando la vicenda nelle campagne uruguayane; con impegno naturalista narrò storie urbane o campagnole in La razza di Caino (La raza de Caín, 1900) e ne Il paese natio (El terruño, 1916). Una notevole attenzione stilistica e un più raffinato distacco dalla materia narrata si riscontrano ne Il fascino di Siviglia (El embrujo de Sevilla, 1921) e in Il gaucho Florido (El gaucho Florido, 1932).