Un libro che parla, soprattutto al femminile, delle difficoltà della vita, dei momenti bui e di come trasformano le nostre percezioni. Ho amato tantissimo la narrazione attraverso la voce di personaggi mitologici (Atena, Arianna, Penelope, Medusa, Crone). Ho trovato geniali alcune poesie, come "Il gatto di Schroedinger", e affilatissime altre come "La Verità". Ho pianto leggendo "Novembre" (una poesia sul lutto perinatale) E' un libro che tengo sul comodino e lo leggo e rileggo frequentemente.
Macchie di caffè sui miei libri
In Macchie di caffè sui miei libri, Stefania Lucchetti invita il lettore a un viaggio profondo e intimo di introspezione attraverso le imperfezioni della vita. Con voce lirica e sguardo contemporaneo, l'autrice esplora le complessità delle relazioni umane: dai legami affettivi alle connessioni trasformative con luoghi, arte e lo straordinario. Ogni poesia si apre come una soglia da cui intraprendere un passaggio tra dolore e rinascita, solitudine e desiderio, identità e maternità. Con uno stile che intreccia quotidiano e mito, filosofia e sentimento, Lucchetti tesse un dialogo continuo tra immaginazione e realtà, pensiero ed emozione.
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Autore:
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Editore:
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Edizione:2
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Anno edizione:2025
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Marta 28 aprile 2026Identità femminile, difficoltà della vita, ambienti classici e moderni
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Lara 19 marzo 2026Un libro potentissimo sulle trasformazioni e difficoltà della vita
Ho pianto mentre leggevo molte delle pagine di questo libro. Con una scrittura poetica ma chiara, Stefania Lucchetti racconta le difficoltà della vita e le trasformazioni dell'identità e delle età (soprattutto al femminile), utilizzando meravigliose metafore mitologiche per raccontare storie vere. Da leggere e rileggere.
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Lady B. 20 febbraio 2026Molte vite in molti luoghi
È un viaggio introspettivo alla ricerca del senso profondo del vivere, un'analisi dei sentimenti che governano l'animo umano. L'autrice scandaglia l'amore nelle sue molteplici forme e non teme di mostrare le ferite lasciate da relazioni tossiche. In "Ade", infatti, dipinge un "cammino torbido" accanto a un’anima oscura, mentre in "Il filo di Arianna" emerge il dolore di essere stata usata e abbandonata da chi considerava un faro. Nei suoi versi trovano spazio la malinconia del passato, ma anche la matura consapevolezza che una passione travolgente può ridursi, col tempo, a semplici cortesie. Uno dei temi più potenti è la riflessione sul ruolo della donna nella società moderna. Stefania utilizza figure mitologiche per descrivere sfaccettature diverse dell'io: In "Eva & Lilith", analizza il conflitto tra l'aspettativa sociale di maternità e il desiderio di autodeterminazione; in "Eva lavora di nascosto", descrive l'equilibrismo di una madre che "ruba" spazio per la propria professione; mentre "Atena" e "Artemide" rappresentano la forza e lo spirito indomito che rifiuta le regole convenzionali. La silloge scava anche nelle zone d'ombra della mente. In "Fame", il cibo diventa uno strumento per gestire l'ansia e la carenza affettiva, un desiderio di "svanire" per sfuggire agli sguardi altrui, pur gridando il bisogno di essere vista. La solitudine viene esplorata in "Horror Vacui", dove il vuoto non è solo paura, ma anche l'opportunità di reinventarsi e trovare un nuovo percorso per lenire il dolore. Il viaggio interiore si riflette in quello fisico: dall'adolescenza negli Stati Uniti, alla magica ma dolorosa Hong Kong, fino a Milano. In conclusione, questa silloge rappresenta un percorso di riscoperta e guarigione: l'autrice riconosce e affronta i suoi mostri, sfida i suoi limiti e rinasce dalle proprie ceneri. Perché la lezione più importante che ha appreso e di cui ci rende partecipi, è che "l'essenza della vita è la vita stessa".
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