Malbianco - Mario Desiati - copertina
Malbianco - Mario Desiati - copertina
Dati e Statistiche
Salvato in 0 liste dei desideri
Letteratura: Italia
Malbianco
Disponibile dal 2 giugno 2026
13,78 €
-5% 14,50 €
13,78 € 14,50 € -5%
Disponibile dal 2 giugno 2026

Descrizione

Dai boschi di Taranto al gelo dei campi di prigionia tedeschi, Mario Desiati ci consegna un grande romanzo che indaga il rapporto tra l'individuo e le sue radici, il trauma e la vergogna, interrogando con coraggio il rimosso collettivo del nostro Paese.


I segreti e i silenzi avvolgono i protagonisti di questa storia come il malbianco infesta il tronco degli alberi. Tra i Petrovici, infatti, ci sono da sempre piú fili nascosti che verità condivise. Ma le domande del figlio che si è smarrito, e per questo si volta a guardare le proprie orme, diradano via via le nebbie di una memoria famigliare lacunosa e riluttante. Chi sono davvero i Petrovici? Da dove arrivano? E cosa c'entra con loro un'antica ninna nanna yiddish che inconsapevolmente si tramandano da quasi cent'anni? Se «di certi fantasmi ci si libera soltanto raccontandoli», prima di tutto bisogna conoscere il passato da cui proveniamo.

Dettagli

02 giugno 2026
400 p., Brossura
9788806272029

Valutazioni e recensioni

  • ANDRICCI
    Quando il passato diventa un parassita

    Malbianco di Mario Desiati è un gran bel libro, uno di quelli che non si limitano a raccontare una storia, ma cercano di dare un senso a ciò che si eredita senza saperlo. È un romanzo che, in un certo senso, si legge al contrario. Marco convive con un malessere che non sa spiegare. A guidarlo è il nome che porta, lo stesso di altri uomini della sua famiglia, come se fosse un’eredità più pesante del sangue. Da qui nasce una ricerca: ricostruire il passato familiare per trovare una forma di pace. Quella di Desiati è una storia che scava nelle radici. Il nome diventa quasi un’entità viva, una presenza che attraversa le generazioni. Viene naturale pensare al dybbuk della tradizione ebraica: un’anima irrisolta che si attacca a chi resta, un’eredità emotiva che non si riesce a scrollarsi di dosso. Ma il cuore del romanzo è un altro: il silenzio. Famiglie che non raccontano, padri che non spiegano, verità lasciate a metà. E da questi vuoti nascono fraintendimenti, fratture, identità spezzate. Il passato non elaborato diventa una condanna. È qui che il titolo trova il suo significato più potente. Il “malbianco” è un fungo che ricopre le piante e ne cancella i colori. Nel romanzo diventa la metafora perfetta: un parassita invisibile fatto di segreti e omissioni, che si trasmette da una generazione all’altra. Marco cerca di ricostruire ciò che non gli è stato detto, ma la verità completa gli sfugge. Eppure, in questo tentativo incompleto, arriva qualcosa di più importante: una forma di riconciliazione con se stesso. La seconda parte amplia lo sguardo e completa il quadro familiare, mostrando quanto il non detto possa deformare le relazioni e creare dolore. La morale è semplice e potente: il passato va compreso, non nascosto. Perché ciò che non viene raccontato non scompare. Si trasforma. Un romanzo profondo, senza retorica, che resta dentro. Da leggere.

  • PaolaS.
    Lettura faticosa ma importante

    Ho faticato parecchio a leggere questo libro, che ho trovato molto pesante e ripetitivo nelle prime due parti. Ho comunque deciso di proseguire nella lettura e, alla fine, ne sono rimasta soddisfatta; infatti, le ultime due parti, la terza in particolare, hanno ricompensato tutte le mie “fatiche”, coinvolgendomi appieno nella narrazione e nella ricostruzione storica delle vicende degli “internati militari italiani”. Ho apprezzato l’approfondita ricerca storica dell’autore su vicende ancora poco riconosciute e poco raccontate, il suo stile di scrittura, così ricco ed elegante e le bellissime descrizioni di Taranto (città stupenda), dei paesi vicini e del bosco dei Petrovici. Mi è piaciuto molto, anche, il rapporto fra Marco, il padre e la zia Ada. La mia valutazione è di 3,5 su 5.

  • Anna
    La continua autoreferenzialità priva un po' del piacere della lettura

    Onestamente mi aspettavo di meglio: conoscendo Desiati, pensavo che questo romanzo “maturo” mi sarebbe piaciuto, e invece non è stato così. Ho trovato troppo netta la separazione tra le prime due parti e le ultime due, e ho faticato a rintracciare una coerenza tra le stesse: il passaggio dalla prima alla terza persona e alla narrazione molto più “classica” nella terza parte è stato un po’ destabilizzante, e il racconto a tratti onirico in quella conclusiva mi ha dato l’idea che l’autore non sapesse davvero come chiudere il libro. La storia è quella di Marco Petrovici, un uomo di quasi cinquant’anni che, dopo una vita a cercarsi altrove, torna a casa dalla famiglia e prova a ricostruirne il passato, immaginando che nei non detti, nelle bugie e nelle omissioni si nasconda la chiave per trovare anche se stesso e per comprendere l’origine del suo malessere. Eppure, tra l’alternanza di figure negative e positive - quelle negative concentrate quasi tutte nel presente - la pace sembra non arrivare mai e molte delle conclusioni sono lasciate anche all’intuizione del lettore. Nella bibliografia finale l’autore asserisce di aver eliminato diverse parti molto più saggistiche, ma in alcuni punti le riflessioni del protagonista risultano, a mio parere, comunque troppo pesanti e superflue. Una volta Desiati ha detto una cosa molto bella sulla letteratura, che condivido appieno, e cioè che nei libri non devi riconoscerti, ma sperimentare situazioni nuove, che mai avresti immaginato di poter vivere. Ebbene, il disagio psichico di Marco Petrovici è purtroppo molto diffuso, la sua esistenza è simile a quella di molti, e questa continua autoreferenzialità (tipica della letteratura contemporanea), secondo me, priva un po’ del piacere della lettura.

Conosci l'autore

Foto di Mario Desiati

Mario Desiati

1977, Locorotondo

Mario Desiati è uno scrittore, poeta e giornalista italiano, vincitore del Premio Strega 2022.È cresciuto a Martina Franca occupandosi di cronaca politica e sportiva su giornali locali tra cui «Il Corriere della Valle d'Itria». In seguito alla laurea in Giurisprudenza conseguita a Bari nel 2000 ha lavorato in uno studio legale e pubblicato saggi sulla responsabilità civile. Nel 2003 si è trasferito a Roma, dove è stato caporedattore della rivista «Nuovi Argomenti» ed editor junior della Arnoldo Mondadori Editore. Dal 2008 a ottobre 2013 si è occupato della direzione editoriale di Fandango Libri confluita oggi nel gruppo indipendente Fandango editore. Ha scritto e pubblicato poesie, antologie, saggi e romanzi. Collabora con «La...

Informazioni e Contatti sulla Sicurezza dei Prodotti

Le schede prodotto sono aggiornate in conformità al Regolamento UE 988/2023. Laddove ci fossero taluni dati non disponibili per ragioni indipendenti da Feltrinelli, vi informiamo che stiamo compiendo ogni ragionevole sforzo per inserirli. Vi invitiamo a controllare periodicamente il sito www.lafeltrinelli.it per eventuali novità e aggiornamenti.
Per le vendite di prodotti da terze parti, ciascun venditore si assume la piena e diretta responsabilità per la commercializzazione del prodotto e per la sua conformità al Regolamento UE 988/2023, nonché alle normative nazionali ed europee vigenti.

Per informazioni sulla sicurezza dei prodotti, contattare productsafety@feltrinelli.it