Maniac. Copia autografata - Benjamín Labatut - copertina
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Letteratura: Cile
Maniac. Copia autografata
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Descrizione


Quando alla fine della seconda guerra mondiale John von Neumann concepisce il maniac – un calcolatore universale che doveva, nelle intenzioni del suo creatore, «afferrare la scienza alla gola scatenando un potere di calcolo illimitato» –, sono in pochi a rendersi conto che il mondo sta per cambiare per sempre. Perché quel congegno rivoluzionario – parto di una mente ordinatrice a un tempo cinica e visionaria, infantile e «inesorabilmente logica» – non solo schiude dinanzi al genere umano le sterminate praterie dell’informatica e dell’intelligenza artificiale, ma lo conduce sull’orlo dell’estinzione, liberando i fantasmi della guerra termonucleare. Che «nell’anima della fisica» si fosse annidato un demone lo aveva del resto già intuito Paul Ehrenfest, sin dalla scoperta della realtà quantistica e delle nuove leggi che governavano l’atomo, prima di darsi tragicamente la morte. Sono sogni grandiosi e insieme incubi tremendi, quelli scaturiti dal genio di von Neumann, dentro i quali Labatut ci sprofonda, lasciando la parola a un coro di voci: delle grandi menti matematiche del tempo, ma anche di familiari e amici che furono testimoni della sua inarrestabile ascesa. Ci ritroveremo a Los Alamos, nel quartier generale di Oppenheimer, fra i «marziani ungheresi» che costruirono la prima bomba atomica; e ancora a Princeton, nelle stanze dove vennero gettate le basi delle tecnologie digitali che oggi plasmano la nostra vita. Infine, assisteremo ipnotizzati alla sconfitta del campione mondiale di go, Lee Sedol, che soc-combe di fronte allo strapotere della nuova divinità di Google, AlphaGo. Una divinità ancora ibrida e capricciosa, che sbaglia, delira, agisce per pura ispirazione – a cui altre seguiranno, sempre più potenti, sempre più terrificanti.
Con questo nuovo libro, che prosegue idealmente Quando abbiamo smesso di capire il mondo, Labatut si conferma uno straordinario tessitore di storie, capace di trascinare il lettore nei labirinti della scienza moderna, lasciandogli intravedere l’oscurità che la nutre.

Dettagli

13 novembre 2023
352 p., ill. , Brossura
2000000129938

Valutazioni e recensioni

  • Enrico

    Molto interessante se si è un minimo curiosi in materia di fisica e scienza. Particolare la scelta di affibbiare a diversi scienziati la descrizione effettiva di von Neumann. Bellissima inoltre la appendice su alphago.

  • Loris

    Labatut usa nuovamente la forma del saggio narrativo per indagare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, in una prospettiva legata alla filosofia della scienza e scevra di troppi tecnicismi. Al centro c’è la figura di Neumann, genio partito dalla matematica e dalla logica, dall’ambizione (sulla scia di Hillbert) di trovare assiomi formali universali, frustrata però dalla formulazione dei teoremi di incompletezza di Godel. L’esule ungherese (fuggito dal nazismo in ascesa) si unì allora al progetto Manhattan, contribuendo alla realizzazione delle prime bombe atomiche. Lavorò anche alla teoria dei giochi, declinata nella Mutual Assured Destruction che tracciò la via della guerra fredda. Non rinunciò però alla logica formale, allestendo il prototipo di un nuovo calcolatore (il Maniac), utile per i calcoli della bomba H, ma anche per lo studio e la replicazione degli automi digitali. Neumann può essere considerato a buon diritto il padre dell’intelligenza artificiale, assimilata a una sorta di divinità (nume tutelare del prossimo step evolutivo dell’umanità) nella fase ‘mistica’ che accompagnò la scoperta della malattia destinata a consumarlo. Come molti geni, fu una persona con cui non era facile relazionarsi, soprattutto nelle questioni familiari e sentimentali. Gli si rimproverò l’assenza di etica, l’applicazione di una logica razionale e fredda a tecnologie potenzialmente devastanti, una ricerca fine a stessa, una volontà di potenza insensibile alle ricadute sull’umano. Esattamente lo scenario temuto da Ehrenfest, protagonista del prologo (‘La scoperta dell’irrazionale’). L’ultima sezione è dedicata a una manifestazione eclatante dell’eredità di Neumann, la sfida tra neo-divino artificiale e uomo sulla tavola del Go.

  • dolores mambelli
    Le origini di quello che ora viviamo

    A ben vedere quello che viviamo oggi è stato pensato , sognato , immaginato da persone che partirono da tutt'altro e , in certi casi , anche del tutto inconsciamente .

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Foto di Benjamín Labatut

Benjamín Labatut

1980, Rotterdam

Benjamín Labatut è uno scrittore cileno nato a Rotterdam nel 1980. Ha trascorso la sua infanzia tra L'Aia, Buenos Aires e Lima, per poi trasferirsi a Santiago del Cile all'età di quattordici anni.Il suo primo libro di racconti, La Antártica empieza aquí, ha vinto il Premio Caza de Letras nel 2009 e il Santiago Municipal Literature Award – nella sezione racconti – nel 2013. A questo libro sono seguiti Después de la luz, Quando abbiamo smesso di capire il mondo (Adelphi, 2021), nominato per l'International Booker Prize 2021 e Maniac (Adelphi, 2023).

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