Questo è un romanzo che si legge come un respiro unico, potrei definire lo stile di Saramago, l’ultimo confine prima di uno stream of consciousness. Ambientato nella Portogallo del Settecento, attorno alla costruzione del convento-palazzo di Mafra e alle invenzioni di Bartolomeu de Gusmão, il libro intreccia la grande macchina del potere con la vita minuta di personaggi piccoli, popolari, rendendoli grandi: Baltasar, ex soldato mutilato di guerra “Sette Soli”; Blimunda, donna dotata di una visione che vede le dentro gli uomini; e la figura storica di Padre Bartolomeu Lourenço de Gusmão, inventore di sogni che sfidano la gravità o l’altra storica figura del musicista Domenico Scarlatti. Saramago non racconta la storia come cronista: la riscrive rendendo la realtà fiabesca, intrecciando il reale con elementi fantastici. La prosa “fluida” obbliga il lettore a partecipare, a seguire il filo di una narrazione che pur nella sua placidità, non concede pause e quasi costringe a osservare come il potere (temporale e religioso), che si autodefinisce retto, sia in realtà il primo a compiere nefandezze. Il romanzo è insieme storico e fantastico, satirico e commovente. Saramago usa l’ironia per smascherare la vanità dei potenti e la complicità delle istituzioni, ma non rinuncia alla pietà per gli umili. L’amore tra Baltasar e Blimunda è tenero e forte ed è la colonna portante del romanzo. Saramago ci fa vedere come sono i piccoli, gli umili, i perseguitati che costruiscono (e talvolta muoiono nel farlo) gli edifici entro cui il potere e la religione si barricano, quegli stessi edifici da cui sputano sentenze (vedi l’aleggiante ombra dell’accusa di eresia) e credo che sia anche questo il senso della macchina volante che funziona attraverso le volontà: i più umili con la purezza della loro condizione, nel loro essere terra a terra, senza orpelli e col loro duro, durissimo lavoro, possono con la volontà innalzarsi al cielo; bellissima a proposito la definizione di Padre Bartolomeu Lourenço, che mette sullo stesso piano, nella loro mutilazione, Dio e Baltasar. Memoriale del convento è un romanzo che richiede attenzione e restituisce ricchezza: è politico senza sermone, lirico senza retorica, crudele e tenero insieme. Un libro da leggere e rileggere, per capire come la grandezza degli edifici spesso si regga sul sacrificio dei piccoli.
Memoriale del convento
Nel Portogallo del primo Settecento dominato da Inquisizione e auto da fé, incrociano i loro destini personaggi opposti e complementari: Giovanni V re di Portogallo, che per la grazia ricevuta di un erede avvia la faraonica costruzione del convento di Mafra; padre Bartolomeu Lourenco de Gusmào, che mescola scienza e misticismo nel progetto di vincere la gravità con una macchina per volare; Baltasar Mateus il Sette-Soli, ex soldato monco di una mano; Blimunda la Sette-Lune, giovane dotata di poteri occulti che a Baltasar si lega di tenacissimo amore; e il musicista Domenico Scarlatti. In questo prodigioso romanzo storico e d'invenzione, utopia e morte, riso e tragedia, affresco corale e struggente vicenda personale, immaginazione sfrenata e spirito critico si coniugano nella voce, ironica e compassionevole assieme, del narratore messo di fronte all'ipocrisia e all'arroganza dei tempi, ma anche ai primi sintomi di un rinnovamento sociale e culturale.
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Autore:
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Collana:
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Edizione:23
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Anno edizione:2017
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Ely 21 marzo 2026Il sacrificio dei piccoli
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Barb 19 marzo 2026Tra storia e fantasia
Tutto parte dalla costruzione del monumentale Convento di Mafra, fatto edificare da Giovanni V come ex voto per la nascita di sua figlia. Attorno a questo fatto storico, lo scrittore tesse una trama che funge da spunto per mettere in luce le contraddizioni tra coloro che la storia la scrivono, imponendo il loro potere, e coloro che la storia la subiscono, cercando di inserire le loro vite di persone umili nelle regole di un gioco ingiusto e assurdo. Un romanzo storico con sublimi fantasticherie. L'ennesimo splendido lavoro di uno scrittore eccelso e complesso.
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Maria Rita 09 febbraio 2026Questo libro è un trionfo
Uno dei libri più belli che abbia mai letto.
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