Il romanzo parte a bomba ed è impensabile mollare, la scrittura è scorrevole, incalzante, davvero gradevole ma ad una certa qualcosa cambia. Alcuni capitoli sono confusi, e secondo me un po' inutili, ad esempio il capitolo dedicato alla moglie di un personaggio l'ho trovato insensato, mi smorzi la suspense che hai costruito. Il mondo narrativo si caratterizza per una precisione quasi clinica nella descrizione dei meccanismi di decodifica delle emozioni attraverso l’analisi facciale, creando un ambiente in cui la distinzione tra verità e finzione, tra percezione e realtà, diventa progressivamente più labile e problematica. Lo smarrimento di Hannah è lo stesso del lettore che deve ricostruire la figura di questa enigmatica professionista della decifrazione delle espressioni facciali, rimanendo sempre sospesi sul giudizio sulla sua posizione: è la brava o la cattiva della storia? È la cattiva che in realtà però è brava? Oppure è la brava che in realtà è cattiva? Il tema della maternità e della colpa si intreccia con quello della decifrazione dell’umano, creando una tensione drammatica che tocca questioni filosofiche fondamentali sulla natura della verità e della responsabilità morale. Il sentimento dominante non è la paura, bensì l’instabilità: uno stato che tocca il dubbio, il sospetto e l’impotenza interpretativa. Ho trovato i personaggi caratterizzati bene all'inizio della storia ma, man mano che si procede con la lettura, si va a perdere tutto il lavoro fatto. Dopo aver letto le varie recensioni sui social mi aspettavo un thriller mozzafiato, colmo di colpi di scena ma che non sono propriamente arrivati (sono arrivato solo nelle ultime 50 pagine). Sono un pochino delusa, mi aspettavo molto di più
Mimica
Dopo il successo di Portami a casa, il nuovo thriller mozzafiato di Sebastian Fitzek.
«Lo Stephen King tedesco». - Alessandra Iadicicco, la Lettura
«Sebastian Fitzek è dotato di una stupefacente ingegneria narrativa». - Alberto Anile, Robinson
«Sebastian Fitzek è uno degli autori più venduti in Germania, i suoi thriller hanno un ritmo che mozza il fiato e lasciano il lettore in bilico fino all’ultima riga». - Il Messaggero
Un leggero tic all’angolo della bocca, il minimo movimento della pupilla sono sufficienti a farle capire il vero io di una persona: Hannah Herbst è l’esperta tedesca di mimica facciale, specializzata nei segnali segreti del corpo umano. Come consulente della polizia, ha già fatto condannare diversi criminali violenti. Ma proprio mentre sta lottando con le conseguenze della perdita di memoria dopo un’operazione, si trova ad affrontare il caso più terribile della sua carriera: una donna ha confessato di aver ucciso la sua famiglia in modo brutale. Solo il figlio più piccolo, Paul, è sopravvissuto. Dopo la confessione, la madre è riuscita a fuggire dal carcere. Sta cercando suo figlio per completare la sua missione? Hannah Herbst ha a disposizione soltanto il breve video della confessione per incastrare la madre e salvare Paul. C’è solo un problema: l’assassina del video è Hannah stessa!
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Anno edizione:2025
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Mysweetybook 25 aprile 20263,5/5⭐
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federica 16 marzo 2026
DIVORATO COME NON ACCADEVA DA MESI senza dubbio il miglior fitzek: sarà che rispetto a ‘terapia’ e a ‘il ladro di anime’ la mimica facciale mi interessa di più! non ho trovato buchi di trama, tutti i nodi sono venuti al pettine e tutti i personaggi menzionati hanno avuto il proprio ruolo - anche parecchio fuorviante i colpi di scena e il ritmo di narrazione sono armoniosi, la suddivisione dei capitoli così come il punto di vista dal quale sono narrati mantengono l’attenzione del lettore che si trova costretto ad arrivare al finale spiazzante della vicenda
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Elisabetta 11 febbraio 2026
Non sono una grande lettrice di thriller, ma ho deciso di avvicinarmi al genere scegliendo un romanzo che sulle piattaforme social è stato amato e consigliato da molti. La trama, sulla carta, era estremamente interessante e prometteva di conquistarmi del tutto. Purtroppo, però, ho avuto la sensazione che il potenziale non sia stato sfruttato al meglio. Uno degli elementi che mi incuriosiva di più era l’uso della mimica facciale come chiave narrativa: mi aspettavo che fosse centrale nello sviluppo della storia e nella costruzione della tensione. Invece, viene utilizzata solo in poche occasioni, quasi come giustificazione di un trauma che risulta poco approfondito e non del tutto convincente. Per gran parte del romanzo ho percepito un ritmo lento e una narrazione priva di vero slancio, tanto da trovare diversi passaggi noiosi e poco incisivi. Tuttavia, devo riconoscere che il finale ha saputo riscattare in parte l’esperienza di lettura: le ultime pagine sono state adrenaliniche, sorprendenti e capaci di lasciarmi addosso una piacevole inquietudine. Nel complesso ho assegnato tre stelle: un thriller con un’idea di base molto valida e un finale riuscito, ma che, a mio avviso, avrebbe potuto essere strutturato e sviluppato in modo più coinvolgente lungo tutto il suo percorso.
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