Tra gli autori postmoderni è sicuramente quello più accessibile in quanto utilizza una prosa e una narrazione più sobria e meno cervellotica rispetto ad esempio di un altro grande autore come Pynchon. Il romanzo di Barth inoltre utilizza espedienti metanarrativi per cercare di legare a doppio filo il lettore nelle continue divagazioni del protagonista. Le tematiche crude e pesanti come il suicidio possono far sembrare il romanzo molto cupo e drammatico ma in realtà sfodera un black humor alquanto divertente per evidenziare il nichilismo insito del protagonista e alla sua volontà di non esplicitare alcun tipo di moralità o significato a tutto ciò che ha assistito durante tutto l'arco della sua vita.
L' Opera Galleggiante
Spirito nichilista e humour nero, critica di costume e spunti metanarrativi si fondono in un romanzo sperimentale e godibilissimo che inaugurava la narrativa postmoderna e che a più di sessant'anni di distanza nulla ha perso del suo smalto.
Una mattina di giugno del 1937 Todd Andrews – un'avviatissima carriera di avvocato, una sobria vita borghese in una cittadina del Maryland, un improbabile ménage a trois con l'amico Harrison, erede di un impero dei sottaceti, e la graziosissima moglie di lui – si sveglia, si alza dal letto e guardandosi allo specchio scopre che la risposta a ogni suo problema è il suicidio. Vent'anni dopo, ancora vivo, racconta al lettore gli sviluppi di quella fatale giornata. Pubblicato originariamente nel 1956 e rivisto dallo stesso autore nel 1967, L'Opera Galleggiante è considerato da molti il capolavoro di John Barth: spirito nichilista e humour nero, critica di costume e spunti metanarrativi si fondono in un romanzo sperimentale e godibilissimo che inaugurava la narrativa postmoderna e che a più di sessant'anni di distanza nulla ha perso del suo smalto.
-
Autore:
-
Traduttore:
-
Editore:
-
Collana:
-
Edizione:4
-
Anno edizione:2022
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
-
Luigi 11 gennaio 2025
-
LORENZO CASARETTI 10 marzo 2017
"Nel profondo sono rimasto un arrangiatore, il cui maggior piacere (...) è quello di prendere una melodia preesistente - (...) un mito classico, una logora convenzione, un frammento della mia esperienza (...) - e, improvvisando come un jazzista all'interno dei suoi limiti, riarrangiarla in vista del mio scopo attuale" scrive John Barth in "Alcuni motivi per cui racconto le storie che racconto..", il saggio inedito inserito alla fine del libro; ed è esattamente quello che fa in questo romanzo, partendo da una storia banale, un triangolo amoroso nella borghesia americana degli anni '30, e dando forma ad un universo complesso racchiuso nell'arco di una sola giornata. Primo romanzo di Barth, scritto nel 1955 con uno stile, moderno ancora oggi, che alterna in modo originale registri diversi, dal grottesco al dramma esistenziale. Inspiegabilmente snobbato in Italia. L'edizione è molto ben curata.
Le schede prodotto sono aggiornate in conformità al Regolamento UE 988/2023. Laddove ci fossero taluni dati non disponibili per ragioni indipendenti da Feltrinelli, vi informiamo che stiamo compiendo ogni ragionevole sforzo per inserirli. Vi invitiamo a controllare periodicamente il sito www.lafeltrinelli.it per eventuali novità e aggiornamenti.
Per le vendite di prodotti da terze parti, ciascun venditore si assume la piena e diretta responsabilità per la commercializzazione del prodotto e per la sua conformità al Regolamento UE 988/2023, nonché alle normative nazionali ed europee vigenti.
Per informazioni sulla sicurezza dei prodotti, contattare productsafety@feltrinelli.it