È iniziato in sordina: per molte pagine appare solo uno scambio "epistolare" tra Mirta, la madre e il figlio. Man mano è diventato sempre più intrigante l'ho praticamente divorato :parla di una donna Marta Moldava, che abbandona il suo paese e va ad abitare a Roma per motivi di lavoro. Badante, poi addetta alle pulizia e poi di nuovo badante:il suo scopo è riportare suo figlio a Roma e vive per sempre con lui : è il libro della resilienza, dove si cade e ci si rialza sempre più forte, ogni giorno una speranza, un nuovo progetto, una donna combattiva, forte che cerca in ogni modo di ricostruire il rapporto con il figlio. Interessante è la descrizione della vita condotta dagli stranieri in Italia, la loro emarginazione,i pregiudizi, che quotidianamente, devono scardinare, per poter sopravvivere. Il lavoro difficile della badante,la loro difficoltà nel dover colloquiare ogni giorno con persone abuliche, senza voglia di vivere, sofferenti .Da leggere, anche se alla fine,lascia uno sgradevole retrogusto di amaro,in bocca che difficilmente riesci a metabolizzare.
Orfani bianchi
Una storia contemporanea, commovente e vera, comune a tante famiglie italiane raccontata da Manzini con sapienza narrativa non senza una vena di grottesco e di ironia, quella che già conosciamo, e che riesce a strapparci, anche questa volta, il sorriso.
Mirta è una giovane donna moldava trapiantata a Roma in cerca di lavoro. Alle spalle si è lasciata un mondo di miseria e sofferenza, e soprattutto Ilie, il suo bambino, tutto quello che ha di bello e le dà sostegno in questa vita di nuovi sacrifici e umiliazioni. Per primo Nunzio, poi la signora Mazzanti, “che si era spenta una notte di dicembre, sotto Natale, ma la famiglia non aveva rinunciato all’albero ai regali e al panettone”, poi Olivia e adesso Eleonora. Tutte persone vinte dall’esistenza e dagli anni, spesso abbandonate dai loro stessi familiari. Ad accudirle c’è lei, Mirta, che non le conosce ma le accompagna alla morte condividendo con loro un’intimità fatta di cure e piccole attenzioni quotidiane. Ecco quello che siamo, sembra dirci Manzini in questo romanzo sorprendente e rivelatore con al centro un personaggio femminile di grande forza e bellezza, in lotta contro un destino spietato, il suo, che non le dà tregua, e quello delle persone che deve accudire, sole e votate alla fine. “Nella disperazione siamo uguali” dice Eleonora, ricca e con alle spalle una vita di bellezza, a Mirta, protesa con tutte le energie di cui dispone a costruirsi un futuro di serenità per sé e per il figlio, nell'ultimo, intenso e contraddittorio rapporto fra due donne che, sole e in fondo al barile, finiscono per somigliarsi. Dagli occhi e dalle parole di Mirta il ritratto di una società che sembra non conoscere più la tenerezza. Una storia contemporanea, commovente e vera, comune a tante famiglie italiane raccontata da Manzini con sapienza narrativa non senza una vena di grottesco e di ironia, quella che già conosciamo, e che riesce a strapparci, anche questa volta, il sorriso.
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Autore:
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Edizione:2
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Anno edizione:2017
Recensioni pubblicate senza verifica sull'acquisto del prodotto.
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Paola61 13 luglio 2022BELLO!!!
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bongiocap 06 aprile 2022Il peso della distanza
"perchè non mi scrivi Ilie?" L'incipit del libro potrebbe essere un ottimo rivelatore per scoprire tuta la trama di questo libro cosi' denso. Mirta, trentenne moldava, si arrangia in Italia, fra un lavoro di pulizie e uno di badante, per garantire un futuro al proprio figlio come tante persone che ormai conosciamo cercano di fare. Un futuro fatto di serenità, che causa la distanza, si contrappone dolorosamente all'oggi, fatto solamente di email, messaggi, regali, pacchi dono. Un orfano bianco, Ilie, senza il padre, che dopo la morte della nonna si ritrova a vivere la sua fanciulezza in un orfanotrofio, lontano dagli abbracci della madre. Mirta prova a condividere la sua vita con il figlio, raccontandogli di questa strana Italia dove anche se economicamente benestanti la gente non sorride più. Ma si sa, le distanze spesso spengolo la voglia di vivere. Una lettura che non può lasciare indifferenti. E alla fine non si può far altro che piangere.. e lasciare andare a mille pensieri.. E se capitasse a noi ?
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ho letto tutti i romanzi della serie con rocco schiavone, questo libro non è un giallo ma riesce comunque a catturare il lettore, si legge tutto d'un fiato, favoloso!!!
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