Il papa
Claudio Lisi, figlio di un conte, decide fin da giovane di diventare sacerdote per combattere il male attraverso la fede. Dopo essere stato espulso dal seminario, vi rientra da adulto e riesce a diventare prete. Durante il suo ministero raccoglie la confessione di un assassino e profanatore di cadaveri, al quale consiglia di non costituirsi perché convinto del suo sincero pentimento. Per questo viene brutalmente aggredito dal padre di una delle vittime, che in seguito arriva perfino a sparargli. Claudio, sorprendentemente, lo perdona e il vescovo, colpito dalla sua condotta, lo sceglie come proprio successore. Dopo la morte della nonna, Claudio rivela i sentimenti che prova per una cugina, donna sposata e madre di due figli, senza però tradire i propri doveri. È un uomo devoto e sicuro della propria fede, ma il confine tra il bene e il male si rivela spesso sottile e difficile da riconoscere, mettendo continuamente alla prova le sue convinzioni. Claudio finisce così per interrogarsi sul significato del proprio ruolo: le sue parole hanno davvero valore? Oppure è soltanto una figura vuota, un simbolo privo di sostanza, la speranza dei disperati, la forza dei deboli e il sostegno di chi, se non ne avesse bisogno, forse non si rivolgerebbe mai a lui?
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Anno edizione:2027
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