Nell'opera Byung-Chul Han presenta magistralmente i punti cardine del pensiero weiliano, dedicando a ciascun concetto un capitolo con grande ricchezza di citazioni, tratte soprattutto da "Attesa di Dio", "L'ombra e la grazia" e dai "Quaderni". E' altrettanto notevole come, data la vicinanza di pensiero fra i due autori, il libro risulti un'ottima introduzione anche al pensiero dello stesso Han, il quale, infatti, adopera tutti i termini principali del suo lessico tipico e, talvolta, li sovrappone o li integra con quelli della Weil. Un'esperienza di lettura profondissima e scorrevole, certamente uno dei migliori testi di Han che abbia letto, che ha avuto il merito di farmi conoscere il pensiero di un'autrice troppo spesso dimenticata ma estremamente attuale.
Parlare di Dio. Un dialogo con Simone Weil
In questo dialogo intimo e profondo con Simone Weil, una delle menti filosofiche più brillanti del xx secolo e riferimento elettivo del pensiero dell’autore, Byung-Chul Han intreccia i propri temi chiave attorno ai nodi più sensibili della riflessione weiliana: i concetti di attenzione, decreazione, vuoto, silenzio, bellezza, dolore e inazione vengono delineati in opposizione ai modelli e alle forme neoliberali, per aiutarci a comprendere e superare la crisi della contemporaneità.
«Byung-Chul Han, tra i filosofi più pop, "incontra" Simone Weil per parlare di Dio. E del mondo.» - Carlo Bordoni, La Lettura
Weil diventa una guida chiaroveggente e persino terapeutica per indicare un cammino conoscitivo che rovesci l’asfittica mancanza di trascendenza del nostro presente, legata agli imperativi di performance, auto-ottimizzazione, iperproduzione, consumo compulsivo di merci e stimoli, sovraffollamento di desideri e attività cieche di un Io ridotto soltanto a soggetto di prestazione. La spiritualità, l’attenzione silenziosa e contemplativa, la religiosità che eleva dall’immanenza, il dolore “indispensabile per passare dal tempo all’eternità” fanno, al contrario, ritrarre la modalità predatoria dell’Io e mettono in discussione gli attuali rapporti di potere (sociali, politici, psichici, con la Terra e ogni vivente), sovvertendo i loro automatismi. Così il binomio Weil-Han ci conduce, anzi ci seduce, verso un’altra realtà che può affrancare da una vita priva di significato e farci intuire una beata pienezza dell’essere, un’intensità che salva il Bello, crea relazioni “aneconomiche” e ricompone un “ethos puro e semplice”. Ci sarebbero più pace e bellezza nel mondo, scrive Han, se vivessimo come ha vissuto e pensato per noi Simone Weil.
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Anno edizione:2026
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Lucaf 03 giugno 2026Una profonda e accurata presentazione del pensiero weiliano
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